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n° 4 Lug./Ago. 2002

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ARMONIA E PROPORZIONE,
OVVERO DELLA SEZIONE AUREA


    parti precedenti:

"...FUI COLUI CHE NACQUE COME UN CIRCOLO" »
MAAT, OVVERO DELLA GEOMETRIA SACRA »
UN UOMO E IL SUO CANONE: LEPSIUS »
È POSSIBILE CHE... »

[Uno dei "Colossi di Memnone" - 31K .jpg] [La spiegazione del "Protocollo el-Giza" - 47K .jpg] [La spiegazione del "Protocollo el-Giza" - 49K .jpg] [La spiegazione del "Protocollo el-Giza" - 46K .jpg] [La "Tavolozza di Narmer" - 34K .jpg] [La "Stele della Caccia" - 31K .jpg] [L'"Ankh", o "Croce della Vita" - 45K .jpg] [Il bastone "Uas", il "compasso di Dio" - 13K .jpg] [Il bastone "Uas" abbinato all'"Ankh" - 17K .jpg]
 

La questione non è ancora cristallina.
L’unica cosa indiscutibile è che tutta l’arte egizia sia aromatizzata con essenza d’armonia pura.
La domanda è ovvia: gli Antichi Egizi padroneggiavano la formula euritmica della "sezione aurea"?
Gli esperti sono d’accordo. La risposta alla "vexata quaestio" è: no, gli Antichi Egizi non conoscevano la "divina proporzione", la "sezione aurea".
È curioso: non si è mai trovato un solo testo geroglifico che menzioni la "sezione aurea"; o qualche cosa di simile. (18)
In teoria, quindi, gli Antichi Egizi non ne intendevano i dettami.
Giusto, in teoria; eppure vi è qualche cosa che sfugge. Sì, ma che cosa?
Si sa che le proporzioni fissate seguendo i precetti del "rapporto aureo", erano tenute in gran considerazione dai Pitagorici. Si sa che i Pitagorici, in qualche maniera, entrarono in contatto con la proto-scienza dei Faraoni. Sono ancora relazioni sfuggenti, ambigue, quelle che intercorrono tra i Pitagorici e l’Antico Egitto.
Secondo alcuni, comunque, è proprio Pitagora, attivo nel VI secolo a. C., a risolvere numericamente il valore della "sezione aurea". (19)
Con Pitagora, tuttavia, si è già ben oltre l’arco temporale che interessa. I conti non quadrano. Molto probabilmente, è la teoria che definisce "oggi" tale nozione geometrica, che non era conosciuta dalla cultura nilotica.
Per gli Antichi Egizi, la "Sezione Aurea" era ben altra cosa. Per la coscienza spirituale del cosmo faraonico non era un’incolore relazione matematicogeometrica.
È molto probabile che la sfumatura del contenuto semantico ascritto all’idea di "Sezione Aurea" rientri in parametri condizionati, subordinati alla religione. Può essere. Lasciamo decantare per il momento la questione. Torniamo alla paleo-geometria. Identificarne la struttura potrebbe aiutare a risolvere il dilemma.
Facciamo alcune considerazioni in merito.
Si è detto come il canone che gli scultori ed i pittori seguono, il "Canone Lepsius", sacralizza, in qualche modo, le opere che essi realizzano. Si è data poi come plausibile, l’idea che pure i sacerdoti-architetti seguissero prescrizioni della stessa natura per erigere templi, piramidi, e quant’altro. È naturale allora fissare i parametri della possibile conclusione.
La paleo-geometria, se esistesse veramente, per essere accreditata dovrebbe giustificare tre requisiti essenziali:
1 - Deve restituire la configurazione del "Canone Lepsius", ed in ultimo grado, risolverne la parte che manca, di cui si è persa la memoria. Questa è, se si vuole, la "conditio sine qua non" fondamentale.
2 - Il sistema geometrico deve esprimersi mediante un idioma, per dir così, "teologico". La sua configurazione, per intenderci, deve consentire una rappresentazione che sia consonante "anche" con la teoria cosmogonica dell’Antico Egitto. Di conseguenza, deve essere parte integrante della religione egizia.
3 - Si dovrebbe riuscire a rintracciare in testi religiosi antichi un segnale che, in qualche maniera, adombri i tratti sostanziali di una geometria così importante. È quantomeno inevitabile pensarlo. Dovrebbero essere testi che precedono il drammatico "Primo Periodo Intermedio" della storia nilotica, se si è visto giusto. (20)
Le condizioni così fissate sono restrittive e vincolanti. Non c’è che dire.

Note:
18. La "divina proporzione" o, appunto, "sezione aurea" è la definizione data dal pittore e matematico Rinascimentale Piero della Francesca (ca. 1420-1492) a tale particolarità geometrico-matematica.
Leonardo da Vinci, che ne utilizzò ampiamente le regole, lo definì "rapporto aureo".
19. I contatti tra Pitagorici ed i sapienti dell’Antico Egitto, secondo molti studiosi, sono ben documentati. Si deve dire, tuttavia, che la questione non si è ancora risolta in modo decisivo. La definizione corrente di "Sezione Aurea" è: "Parte di un segmento media proporzionale tra l’intero segmento e la parte rimanente", AA VV, Dizionario Enciclopedico di Scienza e Tecnica, Milano, 1974, vol. 1, p. 327.
La sezione aurea di un segmento AB, è in sostanza quella parte di segmento AX che soddisfa la proporzione: AB : AX = AX : XB. Il numero che caratterizza il rapporto aureo è approssimato a 1,618.
Il suo reciproco è 1/1,618, ossia 0,618. La lettera greca che identifica il "numero d’oro", è F (fi) dal nome di Fidia, l’ideatore del Partenone. Con il p (pi greco), il cui valore è 3,14, e con il numero 1,414 (radice quadratica di 2), il "numero d’oro" 1,618 sembra regolare le leggi di Natura.
20. Il cosiddetto "Primo Periodo Intermedio", che in genere gli studiosi collocano intorno al 2100-1990 a. C. circa, è una stagione particolarmente travagliata per la storia dell’Antico Egitto.
Per maggiori dettagli, si rimanda ancora all’articolo comparso sulla rivista "ArcheoMisteri" già citata.
vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

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