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n° 4 Lug./Ago. 2002

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UN UOMO E IL SUO CANONE: LEPSIUS

    parti precedenti:

"...FUI COLUI CHE NACQUE COME UN CIRCOLO" »
MAAT, OVVERO DELLA GEOMETRIA SACRA »

[Uno dei "Colossi di Memnone" - 31K .jpg] [La spiegazione del "Protocollo el-Giza" - 47K .jpg] [La spiegazione del "Protocollo el-Giza" - 49K .jpg] [La spiegazione del "Protocollo el-Giza" - 46K .jpg] [La "Tavolozza di Narmer" - 34K .jpg] [La "Stele della Caccia" - 31K .jpg] [L'"Ankh", o "Croce della Vita" - 45K .jpg] [Il bastone "Uas", il "compasso di Dio" - 13K .jpg] [Il bastone "Uas" abbinato all'"Ankh" - 17K .jpg]
 

Ora, i segni identificati, isolati, terminano nella piana di el-Giza. L’impianto dell’area, con le sue sorprendenti piramidi, con l’enigmatica Sfinge, è un documento superbo. (7) È il testamento olografo di una civiltà eccezionale e, per diversi aspetti, mai più eguagliata, forse unica.
La singolarità si riflette integralmente nel sistema paleo-geometrico che si è individuato e ricomposto. È eccezionale anche questo, pur risolvendosi, alla fine, in maniera concettualmente economica.
La sua struttura formulare, a prima vista, può dare l’impressione d’essere una faccenda complicata, ma non lo è. È stato maggiormente laborioso individuarne l’esistenza e giustificarla, contestualizzarla.
Il problema, in una certa misura, infine si è risolto.
Ecco i risultati ottenuti.
Sarà più semplice capire questa "Geometria Sacra" se, per prima cosa, si rievocano certe conoscenze che si sono acquisite già da diverso tempo. Il paradigma s’incardina su queste conoscenze. Sono l’architettura teorica e pratica della "scoperta". È strano, ma probabilmente anche tali cognizioni non si sono mai stimate per quanto meritano. Ancora una volta. Il motivo non è ben chiaro: forse è mancato fino ad ora, diciamo, un "compasso". Si è trovato pure quello; se ne parlerà a tempo debito.
Ora, si deve precisare come una parte della documentazione che storicamente è accettata dagli studiosi, proviene dalle fortunate esplorazioni condotte intorno alla prima metà dell’Ottocento da Karl Richard Lepsius. (8) La stagione, profuma di Romanticismo, è ricca di spedizioni organizzate e scientifiche. (9) È una "febbre dello scavo", che inizia con la missione napoleonica sul finire del Settecento.
L’Egitto ed il suo mondo arcano sono passati al vaglio degli studiosi. Lepsius è fra questi. La sua presenza è una garanzia; tanto quanto le sue notevoli scoperte ed intuizioni. Il personaggio è considerato, a ragione, uno dei "grandi padri" dell’egittologia.
A Sakkara, in una tomba incompiuta, Lepsius: "...trovò registri di figure con linee e punti geometrici chiaramente segnati. In queste figure la linea verticale mediana era sempre tracciata, ed anche altre sei linee che in modo più o meno evidente intersecavano le figure in senso orizzontale...". (10) È il "Canone Lepsius". È l’importante "Teoria dei quadrati".
Else Christie Kielland, un’attenta studiosa norvegese, in un suo autorevole, fondamentale studio annota: "...Un centinaio d’anni fa Lepsius affermò che gli artisti Egizi realizzarono le loro figure secondo una formula prestabilita. Le grandezze di queste figure erano poste in relazione ad un RETICOLO QUADRATO, tracce del quale sono spesso visibili nei loro lavori artistici...". (11) L’archeologa prosegue, tuttavia, rilevando come: "...È innegabile che esistono alcuni punti deboli nel Canone Lepsius... Perciò abbiamo una miscela di calcoli intenzionali e lavori irregolari che non appare del tutto coerente... Successivamente gli egittologi pensarono generalmente che l’arte egizia fosse basata sui sistemi dei reticoli quadrati, che sono strettamente connessi con le proporzioni delle figure... sappiamo... che l’artista seguiva le regole di un sistema che era saldamente impresso nella sua mente... I quadrati dovrebbero spiegare come queste composizioni erano realizzate, copiate o trasferite da modelli o disegni, MA ESSI NON CHIARISCONO COME QUELLI (12) FOSSERO CREATI...". (13)
Già, con quale criterio si determinava il modulo quadrato?
"La questione è intrigante, giacché - incalza la Kielland - da solo il 'Canone Lepsius' non riesce a spiegare l’insieme. Edgar ha anche le seguenti osservazioni da fare: 'Oltre a queste linee principali, che sono basate sul canone, (14) qualche volta troviamo un certo numero di linee secondarie, che praticamente possono essere sempre ben distinte, anche quando i quadrati non sono pienamente evidenziati... Sono inserite od omesse del tutto arbitrariamente, soltanto a piacimento dello scultore?'...". (15)

Note:
7. A proposito della Sfinge e delle tre piramidi di el-Giza, si rimanda all’articolo redatto da chi scrive, comparso sul numero 2, marzo/aprile 2002, della rivista "ArcheoMisteri".
8. "...Tedesco, nato nel 1810 a Naumburg an der Saale, nei pressi di Lipsia... perfezionò e portò a termine il lavoro di decifrazione dei geroglifici iniziato da Champollion... Nel 1842... fu incaricato di guidare una missione per la raccolta dei testi epigrafici... I risultati apparvero nei 'Monumenti dell’Egitto e dell’Etiopia': un’opera formidabile, i cui dodici volumi... dovevano costituire nei decenni futuri il punto di riferimento per le ulteriori ricerche scientifiche...". AA VV, Le grandi scoperte dell’archeologia, Novara, 1993, vol. 1, p. 41.
9. Si ricordano le spedizioni "scientifiche" di Champollion e di Rosellini (1828-29), appunto di Lepsius (1842-45) e di Mariette (1850).
10. Else Christie Kielland, Geometry in Egyptian Art, Londra, 1955, p. 13, T. d. A. Una copia del testo originale è conservata nella biblioteca del Museo Egizio di Torino. È il libro n° 24487, n° cat. 2220, pos. E III 14.
11. E. C. Kielland, op. cit., p. 13 e seguenti, T. d. A., maiuscolo dell’Autore.
12. Sono i quadrati che compongono il reticolo modulare.
13. E. C. Kielland, op. cit., p.13 e seguenti, T. d. A., maiuscolo dell’Autore.
14. S’intende il "Canone Lepsius", ovviamente.
15. "...Qualcuno avverte che il canone Lepsius e i quadrati non riescono a spiegare ogni cosa, e sottintendono che dovrebbero esistere altri metodi, ma altri sembrano ritenere che ciò che i quadrati non riescono a spiegare è puramente e semplicemente lasciato al gusto ed all’intuizione propria dell’artista. MA CIÒ NON COMBACIA CON LO SPICCATO AMORE DEGLI EGIZI PER L’ORDINE E LA REGOLARITÀ... L’orientamento delle piramidi e dei templi, ottenuto tendendo corde, era effettuato da 'tenditori di corda' professionisti e celebrato con cerimonia solenne. Esistono al riguardo diverse iscrizioni dai templi che indicano l’importanza di quest’atto... Non vi è ragione di credere che gli scultori ed i pittori lavorino meno consapevolmente degli architetti, che posizionavano le loro piramidi in relazione ai corpi celesti. Essi erano tutti sacerdoti che operavano per lo stesso fine. Le opere degli architetti, basate sulle osservazioni astronomiche, erano realizzate per mezzo di calcoli geometrici...". E. C. Kielland, op. cit., p. 13 e seguenti, T. d. A., maiuscolo dell’Autore.
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