
MAAT, OVVERO DELLA GEOMETRIA SACRA

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"...FUI COLUI CHE NACQUE COME UN CIRCOLO" »

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Detto questo, è legittimo sostenere che nel paesaggio culturale nilotico la Religione sia "anche" Geometria, che la Geometria sia "anche" Religione? La Geometria, in altri termini, è un tratto fondamentale del sacro?
Può essere, o almeno non è sbagliato pensarlo, giacché tutto è "Maat" nella terra dei Faraoni.
"Maat" è la parola d’ordine che sembra imperare nell’Antico Egitto; forse s’impone anche sulla volontà del Faraone. Diviene il Faraone.
Parlare di "Maat": "...è un po’ come fare un giro d’orizzonte attorno a tremila anni di storia egiziana..." (6)
Si ritornerà su tali concetti. È inevitabile, vista l’importanza che raggiungono nel quadro che si vuole dipingere.
Il soggetto in primo piano è "Geometria", ordine, armonia, "Maat" appunto.
Torniamo a parlare della singolare paleo-geometria sacra che si è individuata. È un sistema geometrico, questo, che molto probabilmente appartiene "in toto" all’espressione intellettuale egizia.
Si vedrà, infatti, come le sue impronte, profonde, permanenti, si possono individuare già nel momento aurorale della civiltà nilotica.
Eppure... non si sono mai viste; non si sono mai stimate fedelmente. È probabile che simili tracce, per dir così, geometricamente sacre, non siano state distinte od intese per quanto sono: un percorso, un prodotto dell’intelligenza umana. Applicata, esecutiva, pragmatica.
È poco? È molto? Difficile da stabilire.
La questione si lascia valutare ad altri.
È uno strano mondo, la paleo-geometria.
Si ri-tracciano graficamente linee antiche, sbiadite dall’inesorabile macina del tempo e s’uniscono arcaici punti virtuali stabiliti chissà da chi, chissà quando, chissà perché e come. Combinati insieme sulla carta, linee e punti creano insolite ed oscure trame. Sono disegni che non si vedono nella realtà. Dai tracciati gemmano indizi e segnali da leggere, da confrontare, stimare e, soprattutto, da comprendere. Si sente il carico dell’impegno che si è assunto.
Esplorare paesaggi intellettuali arcaici, sconosciuti.
È elettrizzante, ma complesso. Non sempre si può assicurare che quanto emerge corrisponda a verità. Il discorso cambia se ad entrare in gioco sono le planimetrie, i rilievi topografici, le mappe aeree su cui si ragiona sino a tarda notte: queste, sì, sono reali. Sono vere come le vestigia che inquadrano. Sono documenti inoppugnabili, testimonianze scritte, ecco che cosa sono.
Rilievi archeologici aerei e paleo-geometria: è un connubio perfetto.

Note:
6. "...Maat... si potrebbe dire sia tutto ciò che l’Egitto rappresenta... Questo concetto... è indissolubilmente legato alla cosmogonia e al momento favoloso degli inizi, chiamato dagli Egizi tep zepi, la Prima Volta... affinché maat sia presente, in Egitto deve esserci l’istituto della regalità: il sovrano, infatti, è l’unico che può garantirla sulla terra... Tutto, in Egitto, simbolizza e ricorda questo momento... Ogni elemento che concorre a disegnare l’ambiente ripete quel momento e ogni elemento che compone la vita è parte del principio iniziale. Tutto ciò che esiste, perciò, è consustanziale: fa parte, cioè, della stessa sostanza... maat diventa il fondamento principale della vita quotidiana, l’etica, la morale, la pietà religiosa...". A. Luvino, op. cit., p.156-157. Le considerazioni qui espresse sono una sintesi della vasta letteratura disponibile sull’argomento "Maat". Si lasciano alla scrupolosità del lettore gli ulteriori approfondimenti.
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