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UN SIMPOSIO DA RICORDARE

Come è sorta la civiltà? Per effetto di una lenta evoluzione, come da tempo sentenzia una Scienza peraltro impigrita e sclerotizzata su presunte certezze non del tutto verificate a dispetto di crescenti spunti contraddittori?

a cura della redazione

![[Partecipanti al Simposio di San Marino - 48K .jpg]](am04f75p.jpg)

O per effetto di un "ritorno alle origini" dei nostri progenitori, a causa di eventi catastrofici geologici e climatici di portata planetaria che avrebbero distrutto una antica e sviluppata civiltà-madre pre-diluviana, come sostiene il mito di Atlantide e dei continenti perduti? Ovvero, l’ascesa umana è a qualche titolo riferibile a possibili contatti con avanzate culture extra-terrestri in un passato senza ricordo?
Sia come sia, la crescente evidenza di anacronismi storicoarcheologici ormai sotto gli occhi di tutti, di pari passo con la revisione culturale in atto grazie al successo di autori e gruppi di lavoro internazionali tendenti a scardinare un quadro finora dato per acquisito, sta allargandosi a macchia d’olio verso crescenti strati di pubblico.
Di qui la necessità di un dibattito internazionale a tutto campo, tale da coinvolgere tutti in un serio riesame del nostro passato, che senza pregiudizi ci consenta di rispondere ad interrogativi senza tempo e di guardare al futuro.
In particolare, l’evidenza archeologica di "passati perduti" nella storia e nella preistoria umane implica il problema delle vere origini delle nostre diverse culture: chi furono i nostri antenati sconosciuti che svilupparono la civiltà umana più di 10 mila anni avanti Cristo facendo uso di tecnologie avanzate?
In tale ottica, la terza edizione del Simposio Mondiale sulle Origini Perdute della Civiltà e gli Anacronismi Storico-Archeologici di San Marino (8 e 9 giugno 2002), coordinata da Roberto Pinotti per il "CIRPET", sotto l’egida della Repubblica del Titano, ha pertanto visto una partecipazione di pubblico massiccia da tutta la penisola.
Il pubblico è così convenuto nel Teatro Turismo per vedersi illustrare l’approfondimento della originale chiave di lettura della distruzione della civiltà di Atlantide offerta dall’Amm. Flavio Barbiero, la suggestiva interpretazione dell’I Ching cinese fornita da Patrizio Caini, l’affascinante visione del nostro passato "iperboreo" suggerito, in riferimento alla sua teoria su "Omero nel Baltico", da Felice Vinci; ma anche lo sviluppo della inedita rivisitazione della vicenda colombiana con da un lato Ruggero Marino e dall’altro, sul fronte cartografico, Claudio Piani e Galileo Ferraresi, e il nuovo approccio alla chiave dell’architettura egizia offerto da Diego Baratono (foto 8) in rapporto al misterioso bastone "Uas"; e così pure gli enigmi della Spianata del Tempio di Salomone illustrati da Enrico Baccarini, quelli della genesi della civiltà nilotica esposti dall’egittologo Alessandro Bongioanni, quelli propri delle culture dei nativi del Nord America dibattuti dall’antropologo, oltre che artista TV, Enzo Braschi e così pure quello relativo ai cosiddetti "codici biblici", portato avanti da diverse angolazioni, rispettivamente, dal fisico Clarbruno Vedruccio dell’ISMOE dell’Università di Urbino e dall’archeologo Vittorio Di Cesare (foto 4).
La presenza di docenti universitari del calibro del paleontologo Roberto Fondi, Università di Siena, del matematico Emilio Spedicato (foto 5) dell’Università di Bergamo, dello storico della scienza Federico Di Trocchio (foto 9 a destra, con S. Frau) dell’Università di Lecce e dell’archeologo Roberto Volterri (foto 6), Università di Roma II a Tor Vergata, ha conferito ulteriore spessore alla validità degli interventi italiani. Volterri, dal canto suo, ha addirittura realizzato tecnicamente, e "coram populo", dei modelli funzionanti, con del banalissimo "aceto" come dielettrico, delle famose "pile di Bagdad".
Ma la parte del leone l’hanno naturalmente fatta - come era scontato - i delegati stranieri: dal belga Robert Bauval (foto 1) all’inglese Graham Hancock (foto 10 con Pinotti) con la moglie fotografa Santha Faiia; dallo spagnolo Javier Sierra (foto 7) all’americano John Anthony West (foto 2); dal tedesco Thomas Ritter allo statunitense Robert Schoch (foto 3), matematico dell’università di Boston.
Si è spaziato così da un affascinante "excursus" sui "vimana" indù, i "carri volanti" dell’India protostorica (con Ritter) alla ricerca del "tesoro degli Incas" verosimilmente sepolto a Cuzco (con Serra); da una ampia riproposizione della natura e funzione dei monumenti egizi della piana di Giza (con Bauval, West, Schoch) al documentatissimo ed affascinante quadro proposto da Graham Hancock sulla fine catastrofica della civiltà avanzata esistente alla fine del periodo glaciale, spazzata via da inondazioni e sommersioni di intere aree continentali costiere.
L’ultimo libro di Hancock, "Underworld", opera monumentale di oltre 700 pagine, documenta appunto un incredibile "mondo di sotto" ormai sott’acqua ma un tempo in condizioni subariali e abitato da una civiltà colpita da un drammatico "ritorno alle origini" su scala planetaria.
Un simposio "no stop" (sabato 8 giugno il pubblico ha lasciato il Teatro Titano ben oltre le 21.00!) e dunque tutto da ricordare, con un pubblico letteralmente inchiodato alle poltrone e stoicamente deciso a non perdere nulla di quanto presentavano i vari oratori, tutti all’altezza della situazione senza eccezioni (anche se il ruolo di "star", com’era prevedibile, l’hanno soprattutto avuto un Hancock scatenato e un Bauval in gran forma, che (sua madre è maltese) ha relazionato in un italiano praticamente perfetto. "Standing ovation" per entrambi...
L’enorme successo della manifestazione non può che farci ben sperare per la prossima edizione, fissata per il 2003. Ad majora...

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