
TCHAM, IL BASTONE DEGLI DEI

Nell’antico Egitto, dei e faraoni erano accomunati nella manifestazione del loro potere da oggetti distintivi che ne identificavano immediatamente la forza e la potenza.


di Vittorio Di Cesare

Tra questi simboli di comando possiamo riconoscere dai geroglifici alla coroplatsica il bastone a forma di punto interrogativo, l’"heqa" (o "heka"), sinonimo di governo, l’ "ankh", il simbolo della vita, e l’"user", un bastone a testa di sciacallo che indicava la forza, la potenza, la ricchezza, ed infine lo scettro, il "tcham", parola geroglifica composta da un braccio, un serpente, un gufo e da uno strano bastone, (posto all’inizio ed alla fine degli altri simboli) come quello dei pastori dal manico piegato e con una forcella sul puntale inferiore.
Soltanto alcune divinità quali Amun (o Amon), Osiride e Anubi si fregiavano di quest’ultimo simbolo che impugnano spesso associato agli altri, dimostrando il loro rango divino.
Il bastone a forcella era raffigurato in diverse altre occasioni, come sostegno del Cosmo, rappresentato a forma di tenda, o impugnato da Anubi mentre prende per mano il defunto e lo accompagna al giudizio finale.
In effetti quel bastone rappresentava la vita e la morte. La sua comparsa nell’iconografia egizia è antichissima e se ne può dedurre che era stato preso a prestito dalla sua effettiva funzione pastorale. Utile appoggio e strumento di lavoro ancora oggi per i nomadi che seguono le greggi, la sua punta biforcuta serviva a catturare o fermare bloccandoli al suolo per il collo i temibili serpenti del deserto, quando non erano utilizzati per piantare un telo di fortuna durante un accampamento momentaneo.
La trasposizione del "tcham" nel pantheon delle divinità, preso a prestito dalle sue primitive funzioni, era quindi inevitabile in una civiltà che sulla pastorizia e sulla vita a ridosso del deserto basava la propria potenza e fortuna. Quel bastone in mano a Osiride lo fa diventare automaticamente il pastore degli uomini (com’è d’altronde ancora oggi definito Gesù Cristo).
Anche Anubi è un pastore di anime, mentre Amun con quel bastone in mano assume di diritto il titolo di pastore dell’universo. È anche probabile che, in qualche modo, il "tcham" fosse utilizzato come strumento astronomico, almeno per le semplici osservazioni relative alla posizione del sole, quindi al computo delle ore. Meno probabile un utilizzo come strumento di misura, data la sua forma, tantomeno un compasso, dal momento che le sue dimensioni, come si evince dalle sue rappresentazioni, erano standard, cioè superavano di poco l’altezza della spalla delle divinità... o del pastore.

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