
"...FUI COLUI CHE NACQUE COME UN CIRCOLO"

Nel bastone "Uas" i monumenti egizi e la loro occulta chiave? Alla scoperta di una paleo-geometria perduta e di un codice segreto.


di Diego Baratono

![[Il bastone "Uas" abbinato all'"Ankh" - 17K .jpg]](am04f53p.jpg)

"...Fui colui che nacque come un circolo...": è un brano distillato dai "Testi dei Sarcofagi". (1)
È breve, essenziale. È una metafora ermetica.
La formula è oscura; meglio, diciamo "scura" quanto la fertile terra da cui è gemmata: è "kemet". (2) È l’Antico Egitto. (3) Il passo, al contempo, include un’indicazione che irraggia luce propria ed incanta per la consistenza sensibile, densa, che raggiunge. Il soggetto della proposizione è nitido; anzi, l’assunto sfiora la banalità: il brano lancia l’idea di circonferenza. Il cerchio si rivela. È esplicito. Il cerchio s’apre. È sfolgorante quanto l’Antico Egitto. Non vi è nulla di troppo arcano od esoterico, sia chiaro.
Quanto è adombrato in queste poche parole, riconduce semplicemente ad una paleo-geometria che dispone di requisiti esclusivi. La magia non c’entra; non in modo totale almeno. È piuttosto l’immaginario religioso della civiltà faraonica ad essere chiamato in causa.
Non è poco, in un clima intellettuale dove non vi è ancora una chiara distinzione specialistica dei domini culturali.
Nell’Antico Egitto, la visione del mondo è, si può dire, inclusiva. Le esperienze intellettuali, sociali, morali, pratiche, si risolvono immancabilmente nel piano mitologico. (4) È il vigore del sincretismo. È la mancanza di categorie. Sono entrambe le cose. Forse. È certamente l’efficacia di una proto-scienza che semmai è unica nel suo genere. Sono idee limpide che trovano la soluzione, continuamente, in miti ed in simboli convergenti, se si vuole, globali. (5) Dio è tutto. Tutto è Dio.
Ad un primo approccio, l’assunto sembra anticipare l’idea biblica. Non è così. Non ancora.
La ricetta appartiene all’Antico Egitto.

Note:
1. Testo dei Sarcofagi 714, R. T. Rundle Clark, Mito e simbolo nell’antico Egitto, Milano, 1997, p. 66.
I "Testi dei Sarcofagi", sono composizioni che si sono ricuperate nei sarcofagi del Medio Regno (1990 - 1780 a. C. circa). Sono formule magiche per agevolare il defunto nell’aldilà. Sono scritture strettamente imparentate con i più arcaici "Testi delle Piramidi" di cui, è molto probabile che ne siano l’adattamento. I testi più antichi risalgono al "Primo periodo intermedio" (2100-1990 a. C. circa).
2. Il termine "kemet": "...impiegato nella lingua egizia, era traducibile con 'la nera (maschile)' ed indicava la terra fertile (nera appunto) in contrasto con deshert, 'la rossa (maschile)', termine con il quale si designava quell’enorme parte di territorio egiziano che è il deserto...". A. Luvino, Il dono del Nilo, Torino, 1997, p. 26.
Il vocabolo, è forse all’origine di parole come "alchimia" (in arabo "al-kimiya") ed ovviamente "chimica".
3. La stagione presa in considerazione, è il cosiddetto "Antico Regno". È suddiviso tra il Periodo Thinita delle prime due Dinastie (2900-2600 a. C. circa), e il Periodo Memfita, che si concluderà con la VI Dinastia (2600-2100 a. C. circa). L’epoca successiva, il cosiddetto Primo periodo intermedio (2100-1990 a. C. circa) si può considerare come il "break event point" della storia dell’Antico Egitto. Si veda anche la nota 20.
4. "...Nel mondo degli dei si giustifica, così, tanto il mondo della natura che quello della storia...". Sergio Donadoni, Testi religiosi egizi, Firenze, 1988, p. IV.
5. "...I Greci furono i primi a scoprire sfere d’attività indipendenti dalle premesse religiose, o esprimibili in termini non religiosi... ma gli Egiziani appartenevano all’èra pre-greca... Dèi, uomini, animali, piante e fenomeni fisici, tutto apparteneva allo stesso ordinamento. Non vi erano regni distinti di esseri...". R. T. Rundle Clark, op. cit., p. 16.
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