
MATEMATICA OCCULTA NELLE PIRAMIDI EGIZIE
di Vasile Droj

Una "matematica occulta" emerge inequivocabilmente dal doppio angolo di pendenza della piramide di Snofru: la "chiave perduta" dell’antico sapere degli architetti egizi traspare sempre più inquietante dall’analisi approfondita dei monumenti faraonici.

Tra le molte scienze che studiano il passato, una delle più complete è l’Egittologia. È una scienza relativamente giovane, appena due secoli, iniziata con la campagna di Napoleone in Egitto.
Con l’evento della scoperta della stele di Rosetta il suo cammino divenne inarrestabile.
Per il fatto che l’Egittologia in gran parte si è formata attraverso il lavoro archeologico, essa ha ereditato sia i vantaggi che i difetti professionali dell’archeologia: quello di scavare minuziosamente, stabilire il rapporto stratigrafico e l’ambientazione per ottenere la datazione del reperto e poi continuando con l’enumerazione catastale in vista della destinazione d’archivio o museale.
Raramente però si è fatto un lavoro di sintesi interdisciplinare per trovare le ragioni effettive di molti reperti, il loro scopo e fine ultimo.
Per non parlare poi di una sintesi generale e universale che riunisca tutti gli elementi particolari per ricavare i concetti atti a far comprendere il sistema cardine della sapienza antica.
Immaginatevi centinaia di migliaia di frammenti del tempio di Karnak riuniti con l’aiuto del computer per ridare l’antico splendore dell’edificio. Analogamente, se questo operato si fosse fatto sul sapere egizio, la nostra civiltà attuale avrebbe già da molto cambiato connotati e prospettive di sviluppo.
Però un tale lavoro non si è stato effettuato perché impossibile da realizzarsi con il solo computer; esso richiede infatti anche l’intuizione ed il grande intelletto che soltanto il cervello umano in alcune condizioni potrebbe fornire.
E poi come fare se finora, all’interno dell’Egittologia, proprio il più spettacolare dei campi di studio, quello delle piramidi, non riesce ad ottenere un riconoscimento come entità disciplinare specifica e autonoma (la piramidologia). Perché proprio nelle piramidi sta la chiave maggiore dei misteri egizi e non soltanto egizi, ma anche della intera protostoria umana.
Personalmente sono certo che dietro il concetto (e anche nella concreta impalcatura fisica delle piramidi) si celi uno dei più importanti segreti della nostra civiltà.
Questa affermazione non è la semplice eco delle recenti mode nate attorno a questi monumenti o dolciastro folclore frutto della "Egittomania" dilagante, bensì l’insieme di innumerevoli prove matematiche da me verificate.

IL MISTERO DELLA PIRAMIDE ROMBOIDALE DI SNOFRU
Uno dei misteri che stimola molto gli egittologi di oggi è la doppia pendenza angolare della piramide di Snofru.
Questa piramide si trova a Dahshur Sud. Risale alla IV Dinastia, verso il 2615 a.C. circa. La base piramidale è di 187,96 metri e l’altezza di metri 97,38.
La caratteristica essenziale di questa piramide è il brusco cambiamento dell’angolo ad un’altezza di metri 44,905 che si riduce di colpo conferendo al monumento l’aspetto di un rombo. Da qui l’appellativo di piramide romboidale.
La piramide romboidale di Snofru è il primo passaggio dalle piramidi a gradoni (come quella di Zoser) a quelle geometriche.
Gran parte degli egittologi ritengono che, per mancanza di precedenti esperienze, il passaggio a questa nuova forma piramidale creò ai costruttori seri problemi. Ciò in quanto l’angolo di pendenza iniziale di 54°31’ e dunque troppo audace, al punto da fare crollare parte della struttura. Per questo i costruttori ridussero l’angolo iniziale a un valore inferiore, di 43°21’.
Questa è la teoria ufficiale che però potrebbe essere smentita da un’altra: e cioè il fatto che tale piramide romboidale rappresenta il passaggio dalle piramidi utilitarie (ovvero a gradoni) alle piramidi concettuali (ovvero geometriche anzi, geometriche "pure").
La geometria di per se è l’applicazione pratica di concetti matematici ossia la correlazione numerica di dati reali.
Le nuove piramidi geometriche "pure" o "concettuali" sono caratterizzate da misure speciali che innescano calcoli matematici straordinari che chi scrive ha scoperto già dal lontano 1984.
Le piramidi concettuali sono le "piramidi del sapere" il cui coronamento viene raggiunto nella piramide di Cheope, seguita da quella di Kefren e dalla terza di Mikerinos quale suo secondo e ultimo "satellite".
La piramide romboidale di Snofru apre la nuova strada del cambiamento e lo applica già dall’inizio e cioè dall’angolo di erezione di 54°31’, cambiandolo poi in 43°21’. Nel caso della piramide di Snofru il cambiamento ha un nome: "diminuzione".
Potremmo dire diminuzione "graduale".
Guardando infatti con attenzione i valori numerici in cifre dei due angoli si osserva con stupore che essi sono in diminuzione graduale: prima la cifra 5 poi la cifra 4 poi la 3 e poi 1 per il primo angolo, e così 4, poi 3, poi 2 ed infine 1 per il secondo angolo.
54°31’ ---> 5, 4, 3, 1...
43°21’ ---> 4, 3, 2, 1...

DATI MATEMATICI INASPETTATI
È ben visibile che i due angoli sono composti da cifre caratterizzate da una diminuzione scalare di numeri cardinali che si perpetua dai gradi ai minuti primi e secondi. Per essere casuale questa combinazione numerica dovrebbe superare il rapporto 1/10.000 per il primo angolo e altrettanto nel caso del secondo angolo. La probabilità di ottenere casualmente i due angoli insieme è di 1/100.000.000.
La conclusione è una sola: questi valori angolari così particolari (espressi in cifre) dei due angoli di pendenza della piramide di Snofru non sono certo dovuti al a caso, ma perché così "sapientemente" individuati dai costruttori.
Per quale motivo e con quale fine?
Semplice: i costruttori volevano certo attirare l’attenzione su questi valori numerici e sulle cifre loro riferite.
L’angolo 54°31’ è composto dalle cifre 5, 4, 3, 1, che possono sommare anche il valore decrescente 54321 ossia 54,321. Il secondo angolo 43°21’ diventa allora 43210 ossia 43,210. Ma così come la doppia pendenza angolare della piramide romboidale suggerisce una diminuzione, così l’operazione aritmetica da applicare nel caso diventa concettualmente la sottrazione.
Ed ecco dunque che ne consegue: 54,321 - 43,210 = 11,111.
E il valore ottenuto non è altro che l’espressione del rapporto 1/9 cioè 0,1111111111.
Questo valore, numerico ma anche "geometrico" nella sua linearità ripetitiva, è di importanza vitale per alcune piramidi. E moltiplicandolo per sé stesso otteniamo:

0,111111111... x 0,111111111... = 0,0123456789...

Ecco dunque che così siamo arrivati allo "stesso" valore di partenza; l’angolo di pendenza risulta però più perfetto essendo 54°32’10" e in questo caso è ordinato al contrario, ossia in ordine crescente (12345).
Sommando i due valori si ottiene 66666 (54321+12345= 66666) che non si riferisce certo al numero della Bestia dell’Apocalisse ma a qualcosa avente un valore non certo inferiore.
Con l’erezione della piramide romboidale di Snofru, a Dahshur nel 2.615 a.C. inizia l’epoca delle piramidi geometriche "pure" o "ra-zionali" che incorporano in loro la somma di un sapere estremamente avanzato.
All’apparenza sono una esteriore espressione di venerazione dedicata al sommo Dio Ra ma nel loro profondo esse custodiscono altresì la tecnica segreta della ra-gione universale, semanticamente riferita a tale Divinità.

LA SOMMA ANGOLARE DELLA DOPPIA PENDENZA È UGUALE ALL'ALTEZZA PIRAMIDALE
La piramide romboidale di Snofru è piena di sorprese.
I due angoli della doppia pendenza, 54°31’ e 43°21’, nascondono ancora molti segreti e uno di questi sarebbe la stretta relazione numerica tra la somma dei due angoli e l’altezza in metri della piramide.
L’altezza della piramide di Snofru e di metri 97,38. Essa è la somma di due altezze, una che parte dalla base piramidale fino alla fine del primo angolo di pendenza e la seconda che continua dall’inizio del secondo angolo fino alla cima della piramide.
La prima altezza, corrispondente all’angolo 54°31’, è di metri 44,905.
La seconda altezza, corrispondente all’angolo di 43°21’, è di metri 52,475.
Facendo la somma dei due angoli di pendenza si osserva con stupore che danno quasi lo stesso valore numerico della somma delle due altezze.
Infatti:

54°31’ + 43°21’ = 97°52’
44,905m. + 52,475m. = 97,38m.

Per incredibile che possa sembrare, il valore ottenuto è proprio l’altezza totale della piramide di Snofru.
La minuscola differenza di pochi centimetri o minuti corrisponderebbe alle modificazioni del tempo prodotte nei 4500 anni passati e dovute all’assestamento dei blocchi di pietra o all’erosione del vento e della sabbia.
La coerenza matematica delle addizioni qui fatte è evidente.
I costruttori della piramide a doppia pendenza volevano evidentemente trasmettere attraverso i valori numerici dei concetti universali.
Se gran parte delle lingue sono soggette a inevitabili modifiche nel corso del tempo, evidentemente i numeri e i loro rapporti non cambiano e non cambieranno mai fino alla fine dell’universo.
In base a studi e ricerche approfondite e varie scoperte da me effettuate, posso affermare con cognizione di causa che i costruttori di piramidi dell’antico Egitto anche prima di Snofru (ma specialmente dopo di lui) utilizzarono una matematica inimmaginabile oggi. Non sapremo mai quanto ciò sia stato per i loro meriti e quanto abbia costituito una eredità di qualche grande civiltà anteriore.
In tutte le mitologie e religioni il Dio supremo è autosufficiente a se stesso.
Ebbene, in quella egiziana il Dio supremo Ra non può fare nulla senza la dea Maat che misura tutto.
Come mai? Semplice! Perché Maat ha in sé il valore semantico del termine matematica.
Un Dio che si rispetta non contraddice certo la matematica. Nessuno può costruire senza la matematica e la geometria.

VALORI MATEMATICI E SEMANTICI DELLA SCIENZA DELLE PIRAMIDI
Con l’erezione delle piramidi geometriche "pure" inizia l’epoca delle piramidi "concettuali" in una sintesi suprema tra le tre quantificazioni di carattere universali: quelle numeriche, geometriche e anche semantiche.
L’Apoteosi si ha nell’Uovo Cosmico, che nella cosmogonia egizia corrisponde al disco di Ra, il grande Cerchio.
La beffa storica per noi posteri consisterà nel fatto che per rifarsi all’unità della conoscenza non potremo utilizzare la leva semantica egizia ma quella greco-latina.
Ed ecco perché "concetto" ovvero "concept(us)" si scompone semanticamente oggi in con+cept avente altresì la valenza con+caput cioè "con capo", ovvero "con intelligenza".
Ma etimologicamente con evoca anche cono, la forma conica che è appunto propria delle piramidi.
Quello è stato il primo concetto e dalla forma conica delle piramidi è in effetti iniziata la vera cono-scienza, la scienza del cono (e dunque delle piramidi).
Solo tale scienza può risvegliare la conoscenza e poi la conscienza (coscienza).
Nella parola "concetto" (con+cept) è inoltre semanticamente codificata l’essenza stessa dell’Egitto con il suo sapere dimenticato.
Ricordiamo che con evoca infatti la forma conica della piramide e cept ha altresì in se la valenza semantica dello stesso nome "Aegyptus" (da cui deriva coptus, copto), denominazione del Paese.
Ma cetp in quanto caput (capo) rappresenta anche la testa, nella piramide come nella Sfinge dal volto faraonico.
La testa (vertice) nella piramide è perfettamente espressa dal vertice della società egizia, il sommo Faraone che costituiva la Divinità stessa sulla Terra.
La piramide di Snofru contiene evidentemente molti misteri noti e altrettanti ignoti. E da quella piccola differenza tra i due angoli di pendenza della piramide si proietta su di noi un sapere occulto e inaspettato.


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