
I DIOSCURI COME "DEI EX MACHINA"

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GLI "DEI EX MACHINA" E LA DISTORSIONE TEMPORALE DEI DIOSCURI »

![[L’uovo cosmogonico - 35K .jpg]](am03f48p.jpg)

La mitologia ci dice che Castore e Polideuce (o Polluce), eroi della Laconia e figli di Leda, erano nati a Pefno nel Peloponneso e che furono educati dal favoloso centauro Chirone.
Essi hanno dato origine ad uno dei culti più diffusi nel continente euro-asiatico. Detti Tindaridi dal padre di uno di essi, Tindaro, re di Sparta, divennero noti con il nome di Dioscuri (da "Dios", genitivo di "Zeus" e "Kouros" = "giovanetto"). Ed è dalla loro nascita che hanno origine per essi due storie, l’una che appare del tutto terrena, dei Tindaridi, e l’altra leggendaria, appunto dei Dioscuri. Quest’ultima presenta vicende straordinarie tanto da renderli simili agli "dei ex machina".
Dal concepimento di Leda, amata da Zeus sul Taigeto "in forma di cigno", vennero alla luce i due gemelli nati da due strane uova, le quali richiamano alla nostra mente una correlazione più ampia, quella del mito della genesi di "tutti gli enti" e del genere umano dall’"aria oscura". Si tramanda infatti che l’egizio Cnef, creatore del tutto, fece uscire dalla sua bocca un uovo da cui si ebbe la formazione dell’universo, e che per la qual cosa fu detto cosmogonico (7).
Né è il caso di dimenticare come da un "uovo primitivo" (oen, oes = uovo) uscirono gli Oannés. Ed è pure scritto che tale "uovo cosmico" si trova "nel fondo del celeste Nilo" (8). Seguendo la leggenda dei Dioscuri come ce la riferisce Apollodoro (9) in modo dissimile da altri storici, solo Polluce era figlio di Giove, mentre Castore di Tindaro; il primo quindi era immortale e l’altro mortale. Giove, trasformandosi in cigno, inseguito da Venere sotto l’aspetto di un’aquila, si rifugiò tra le braccia di Leda che, allettata da questo, concepì dopo nove mesi le due uova da cui nacquero Polluce con Elena dal primo e Castore e Clitennestra dall’altro. Solo questi ultimi furono ritenuti figli di Tindaro in quanto Leda era già incinta quando fu sedotta da Giove. I due fratelli trasportati poi da Mercurio in Laconia dettero inizio alle loro eroiche imprese (10).

Note:
7. Pozzoli, Romani, Peracchi, opera citata, tomo 10°, voce: "Ovo", pag. 2064.
8. Vari, "Libro dei Morti" (egiziano), cap. LIV.
9. Apollodoro di Atene, "Biblioteca", Libro 3°, cap. 21.
10. Pozzoli, Romani, Peracchi, opera citata, tomo 2°, voce: "Castore e Polluce", pag. 379.
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