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![[La sorgente sotterranea di Gihon - 40K .jpg]](am03f44p.jpg)

La storia ha celato, nei suoi recessi, un italiano che fu il primo ricercatore ad avventurarsi all’interno del Monte Sacro per compiere delle ricerche. La storia di questo uomo, di nome Ermete Pierotti, è molto travagliata e potrebbe in alcuni casi sembrare semplicemente il frutto di un’opera mistificatoria.
Pierotti era un ingegnere militare di grande esperienza e talento, accusato di diserzione e di complicità nel furto di beni militari, che nel 1849 venne cacciato dall’Esercito dal Tribunale di Genova. Nel 1856, a trentacinque anni, si trovava a Gerusalemme mentre sbarcava il lunario con vari lavori cercando di coronare il sogno di una vita: cercare di svelare i misteri del Monte del Tempio. Avendo un gran bisogno di lavorare, nell’estate del 1856 Pierotti assistette un ingegnere turco, Assad Effendi, nel restauro del principale acquedotto dell’"haram" e del resto della città. Questo impiego permise al giovane ricercatore italiano di avventurarsi all’interno del Monte del Tempio, in cui si trovano tuttora importanti riserve d’acqua per la città, e di compiere importanti ricerche.
Gli inverni del 1858 e del 1859 furono per Gerusalemme estremamente aridi e ciò indusse le autorità ottomane ad impiegare il più ampio numero di ricercatori per cercare di risolvere questo problema.
Questi lavori permisero a Pierotti di completare anche un altro progetto a cui stava lavorano da diverso tempo e che vide la luce con la pubblicazione nel 1864 in Inghilterra del libro "Jerusalem Explored" (La Gerusalemme Esplorata). Purtroppo i fatti accaduti nel 1849 in Italia lo bollarono per il resto dei suoi giorni.
Successive ricerche vennero condotte da Charles Warren e conclusero che alcune delle carte disegnate da Perotti, dei passaggi sotterranei e delle cisterne presenti sotto il Tempio, erano state redatte in maniera errata, in seguito ad alcuni sopralluoghi sbrigativi (giustificabili con l’enorme attenzione con cui venivano controllati i non mussulmani dalle autorità della Moschea del Tempio). Le mappe di Pierotti, pur se in alcuni casi approssimative e imprecise, erano però unicamente contestabili per le dimensioni delle strutture sotterranee visitate.
Sorprendentemente nelle sue mappe(4) sono indicati canali sotterranei misteriosi e passaggi segreti, a tutt’oggi non ancora esplorati.
Lo stesso ricercatore ed autore Richard Andrews, durante le ricerche per la redazione del Libro "Il Monte del Tempio" (Sperling & Kupfer, 2001), ha sorvolato la spianata del Tempio di Gerusalemme e fotografato la stessa con una pellicola a raggi infrarossi identificando numerosi canali sotterranei, visibili grazie alle differenze termiche, sconosciuti o non ancora esplorati.
I due più importanti ricercatori che si avvicendarono sul Monte del Tempio furono due militari britannici, Charles Warren e Charles Wilson. Foraggiati da un ente di ricerca britannico, il "Palestinian Eploration Fund" (P.E.F.), le loro ricerche furono rivolte subito verso il luogo sacro per le tre religioni più importanti del pianeta.
Le motivazioni che indussero il governo britannico a creare il P.E.F. devono essere viste nell’ampio movimento di interessi archeologici iniziato durante le campagne di Napoleone. Infatti, a seguito delle guerre e delle esplorazioni compiute dall’impavido generale francese, in Europa si risvegliarono profondi interessi per le antichità che portarono alla costituzione di numerosi movimenti e centri per lo studio del passato. Il P.E.F. nacque proprio da questi propositi, ma con l’intento principale di studiare l’archeologia biblica.
Il primo studioso ufficiale a recarsi all’interno dell’haram per scopi di ricerca fu il capitano Wilson. Il suo "Ordinance Survey of Jerusalem" del 1864 venne focalizzato proprio allo studio del Monte Sacro e delle sue camere sotterranee.
Per identificarle, le strutture sotterranee vennero genericamente indicate come "cisterne", non compiendo una distinzione accurata tra quelle che lo erano state realmente e quelle che avevano svolto funzioni diverse. Gli studi che Wilson effettuò all’interno dell’"haram" sono ritenuti a tutt’oggi fondamentali. La sua maniacale precisione e dedizione alla causa lo videro impegnato per diversi anni in scavi e ricerche.
Per conto del P.E.F. stilò dettagliatissime cartine della spianata del Tempio e dei suoi livelli sotterranei. Grazie alla sua opera oggi possiamo studiare e conoscere un luogo reso purtroppo inaccessibile.
Richiamato in patria per questioni militari, a Wilson fece seguito un altro personaggio fondamentale per la nostra ricerca, l’ingegnere e militare Charles Warren.
A conoscenza degli incredibili risultati raggiunti dal predecessore, Warren prima di recarsi a Gerusalemme aveva servito per sei anni nell’esercito britannico a Gibilterra, dove aveva imparato ad apprezzare il fascino e la bellezza dei manufatti e della storia antica. Giunto nel febbraio del 1857 a Gerusalemme, Warren non perse tempo nel dedicare i propri sforzi agli scavi sotto il Tempio. Servendosi dei precedenti lavori di Wilson, egli identificò ben 33 strutture sotterranee al di sotto del Monte del Tempio (identificabili da cisterne a vere e proprie stanze, a tunnel che erano ostruiti o che non erano stati esplorati).
Queste strutture sotterranee vennero studiate per la redazione di planimetrie, ma non tutti i tunnel e tutte le stanze vennero visitate.
Sotto la moschea di Al-Aqsa (ex quartier generale dei Templari), per esempio, vennero rinvenuti due livelli sotterranei di gallerie, che si estendevano ulteriormente ma che non vennero indagati per vincoli imposti dalle autorità mussulmane. Se da un lato Warren e Wilson furono guidati, nelle loro esplorazioni, dal "Palestine Exploration Fund" e dall’interesse britannico per l’archeologia biblica, esiste peraltro un personaggio che, seppur meno noto, indirizzò le proprie forze verso la scoperta dell’Arca dell’Alleanza sotto il Monte del Tempio.
Montagu Brownlow Parker era il secondogenito del terzo conte di Morley, e proveniva da una ricca famiglia terriera del Devon Meridionale, Inghilterra.
Parker iniziò le proprie ricerche dal museo turco del Topkapi, ad Istanbul, dove un esperto(5) di studi biblici, lo svedese Walter H. Juvelius lo indirizzò verso una meta sicura.
Juvelius affermò di aver trovato un codice sacro all’interno di un manoscritto del "Libro di Ezechiele", nel quale si affermava che l’esatta collocazione dei tesori perduti era proprio sotto la montagna del Tempio di Gerusalemme, in un punto cui si accedeva attraverso un complesso sistema di cunicoli sotterranei.
Intenzionati a riportare alla luce, dopo quasi due millenni di oscurità, la reliquia più sacra per la religione ebraica e cristiana, Parker e Juvelius si associarono e grazie agli ingenti finanziamenti della duchessa di Marlborough e di altri finanziatori americani (stimati in circa 125.000 dollari), iniziarono il loro viaggio verso la Città Santa.
Arrivati a Gerusalemme i due avventurieri si resero subito conto dei problemi che le autorità mussulmane avrebbero potuto creare, e quindi iniziarono a compiere una serie incredibile di attività di corruzione per assicurarsi il silenzio e la fiducia delle autorità. Fu grazie, però, a queste corruzioni che il gruppo venne a conoscenza, tra il 1909 ed il 1911, di diversi passaggi.
La spasmodica ricerca di tesori, documenti e soprattutto dell’Arca dell’Alleanza sotto il Monte del Tempio fu però interrotta il 17 Aprile del 1911, quando Parker e i suoi collaboratori cercarono di compiere il gesto più sacrilego che l’autorità islamica potesse concepire. Parker, insieme ad un piccolo manipolo di uomini tentarono di entrare nel "Sakhra" , una grotta di presunta origine naturale situata al di sotto della Roccia Sacra, nel "Sancta Sanctorum" della moschea mussulmana. In questo luogo anticamente veniva disposta, durante il periodo del Primo Tempio, l’Arca dell’Alleanza.
Lo spavaldo avventuriero inglese, insieme al suo gruppo, riuscì a calarsi nel silenzio della notte all’interno della grotta e a togliere delle pietre che bloccavano l’ingresso di una antichissima galleria. La fortuna non arrise però a Parker, che infatti si fece scoprire da una guardia notturna posta a protezione del recinto sacro. Scoperti i "sacrileghi infedeli" profanatori della moschea, la guardia dette l’allarme e si diresse in città riuscendo a raccogliere, in meno di un’ora, una folla inferocita.
Pronti a linciarlo i mussulmani di Gerusalemme non furono altrettanto veloci come Parker, che riuscì a fuggire definitivamente non riuscendo però più a rimettere piede nella Città Santa.
Questo è un altro esempio di come la ricerca di tesori e documenti nascosti sia sempre stata "normale" all’interno del recinto del Tempio.

Note:
4. Attualmente conservate, insieme ai suoi scritti, negli archivi del P.E.F.
5. Poeta, studioso e ricercatore che fu attratto fin da giovane età dall’archeologia biblica.
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