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n° 3 Mag./Giu. 2002

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[Tunnel sotto la spianata del Tempio di Gerusalemme - 43K .jpg] [Manufatti rinvenuti durante le esplorazioni dell’Ottocento - 25K .jpg] [Entrata di un tunnel inesplorato - 47K .jpg] [Cartina di una struttura sotterranea del Monte del Tempio di Gerusalemme - 47K .jpg] [Raffigurazione prospettica del tunnel di Ezechiele - 47K .jpg] [Parte del tunnel scoperto nel 1994 sotto la città di Acri - 24K .jpg] [Cartina di rilevamenti prospettici della spianata del Tempio - 32K .jpg] [Rilevamenti con il georadar - 49K .jpg] [Cavità sotterranee individuate con il georadar in tutta la spianata del Tempio - 38K .jpg] [Il Rotolo di Rame - 31K .jpg] [Sigillo templare e visione aerea della spianata del Tempio - 39K .jpg] [La sorgente sotterranea di Gihon - 40K .jpg]
 

Le leggende che sono scaturite dalla permanenza dei Templari su questa montagna sacra sono forti ancora ai nostri giorni e sono velate da un alone di segretezza e mistero tuttora duraturo.
La Bibbia ci racconta, insieme ad altre fonti ebraiche, come il monte Moriah fosse utilizzato in periodi di guerra, o di pericolo, come bunker per tesori e documenti importanti.
La "Mishnah" ebraica (opera contenuta nel Talmud, il corpo religioso sacro per la religione ebraica) ci dice che la "tenda del Convegno" era custodita nelle "cripte del tempio" con tutte le tavole di legno, i sostegni, le traverse, le colonne e gli anelli.
Altre tradizioni ebraiche sostengono che l’Arca dell’Alleanza, l’altare dell’incenso, il bastone di Aronne, l’urna con la Manna e le Tavole della Legge (queste ultime contenute nell’Arca dell’Alleanza) sarebbero state nascoste, in uno dei periodi di guerra, in un vano segreto sotto una legnaia sul lato occidentale del Tempio, vicino al Santo dei Santi.
Anche nel medioevo diverse tradizioni ebraiche ci parlano di luoghi nascosti, cunicoli e tunnel sotterranei al di sotto dell’antico recinto del Tempio di Salomone.
Jehudah Ha Levi, medico e filosofo spagnolo a noi noto con il nome di Giuda Levita, non solo scrisse numerosi versi sull’Arca dell’Alleanza, ma in un trattato intitolato "Cuzarì", completato intorno al 1140 d.C., raccontò anche come questa fosse stata nascosta sotto il Monte del Tempio. "Nel secondo Tempio - scrisse - fu posta una pavimentazione di pietra nel luogo in cui doveva essere l’Arca, e fu celata dietro una cortina, poiché i sacerdoti sapevano che l’Arca era stata sepolta in quel luogo".
Tra le fonti documentarie che abbiamo rinvenuto esiste anche la testimonianza di un medico e filosofo spagnolo, Maimonide (1135-1204), nato sei anni prima che Giuda Levita morisse, nel 1141. Nell’ottavo libro della sua "Mishneh Torah" (la "Seconda Legge", diventata una delle opere fondamentali della Legge ebraica), egli discute dei riti officiati anticamente nel Tempio e riflette sul destino che l’Arca sacra avrebbe subito, basandosi su di un versetto del Secondo Libro delle Cronache [2Cr. 35,3] che tanto aveva sollecitato l’interesse dei primi rabbini.
"C’era una pietra presso il muro occidentale del Santuario interno - dice Maimonide - sulla quale era portata l’Arca. Davanti ad essa c’erano l’urna contenente la manna ed il bastone di Aronne. Quando costruì il tempio, Salomone sapeva che era destinato alla distruzione, perciò predispose anche delle stanze segrete in cui l’Arca avrebbe potuto essere nascosta, in cunicoli profondi e tortuosi."
Maimonide riferisce le sue affermazioni ad un ebreo di nome Arabaita. Tali stanze e cunicoli sembrerebbero essere quindi confermate da antiche fonti autorevoli.
Come vedremo successivamente è possibile che, insieme ai paramenti e agli oggetti sacri per il culto, fossero stati nascosti sotto il Tempio anche documenti e tesori di altro genere.
Il profeta Giosia, sempre secondo Maimonide, avrebbe ordinato ai Leviti di nascondere l’Arca e gli altri paramenti in una delle stanze che Salomone aveva fatto costruire appositamente, durante uno degli attacchi a Gerusalemme.
Altre indicazioni di possibili scavi, ad opera dei Templari sotto il Tempio di Salomone, ci vengono da un pellegrino del XII secolo, che si era recato in Terra Santa. Johan Von Würzburg descrisse una sua visita alle stalle di Salomone, appartenute ai Templari, e ci descrive che "erano abbastanza ampie per ospitare duemila cavalli". Le fonti ufficiali ci raccontano come tali scuderie potessero contenere non oltre mille cavalli, quindi o siamo in questo caso davanti ad un errore di interpretazione da parte di Würzburg, o la confraternita templare aveva condotto dei lavori all’interno delle stalle.
Le varie ricostruzioni della spianata del Tempio e l’insediamento successivo di Baldovino II avevano richiesto l’impiego di ampie scuderie, ma quelle che si trovavano nel Tempio non sarebbero state in grado di ospitare il seguito di cavalieri del Re di Gerusalemme.
Ma i dettagli che ci potrebbero indicare dei lavori di scavo, da parte dei Templari, nella spianata del Tempio non finiscono qui.
Charles Wilson e Charles Warren, due studiosi dell’Ottocento, effettuarono delle planimetrie e degli studi archeologici estremamente dettagliati, per quanto fu loro reso possibile da parte del Governo Ottomano, che sono a tutt’oggi fondamentali. Da queste rilevazioni possiamo vedere come il Monte Moriah sia percorso in quasi tutte le sue direzioni da tunnel e cisterne d’acqua.
Buona parte di queste gallerie sono state studiate e visitate, ma rimangono ancora molti altri condotti non ancora scoperti e altri non ancora esplorati. La prova di tali affermazioni deriva anche da alcuni rilevamenti radar che vennero condotti nel Giugno del 1990. L’esame di una parte delle mura perimetrali della spianata del Tempio produsse dei risultati estremamente interessanti.
Sotto lo strato di terreno del cancello di Hulda, nelle immediate vicinanze delle antiche Stalle di Salomone, sono stati identificati dei "vuoti" le cui sommità erano state ricoperte da terrapieni di macerie. Quindi, secondo numerosi ricercatori che si interessarono al caso, si potrebbe trattare di possibili stanze sotterranee occultate da uno strato superiore di detriti. Analisi dettagliate hanno escluso l’origine naturale di tali cavità, propendendo per una possibile origine artificiale. Questa scoperta potrebbe portarci a concludere che esistano tuttora sotto il Monte del Tempio gallerie, stanze e tunnel forse inesplorati da secoli. Le strumentazioni che sono state impiegate per questi rilevamenti videro l’impiego di georadar molto sofisticati che irradiavano nel terreno onde ad una frequenza tra i 90 e i 900 Mhz. Le differenze dielettriche della roccia indicarono così la presenza, in un caso specifico, di una stanza sotterranea.
Esiste infatti una costante nelle cavità presenti nelle rocce che corrisponde a circa 1.0 mentre nel restante letto di roccia il valore si aggira tra 9 e 11. Attraverso il vantaggio di queste discontinuità dielettriche gli studiosi sono stati in grado di identificare graficamente cavità e strutture al di sotto della corte del Monte Moriah. I georadar sono strumenti estremamente sofisticati, che grazie all’emissione nel terreno di onde riescono a ricostruire, con un minimo margine di errore, la situazione presente negli strati inferiori del suolo e quindi ad identificare eventuali resti fossili, cavità o qualsiasi cosa che si distingua rispetto alla costituzione del suolo in esame.
Le zone oggetto di tale studio sono state quelle perimetrali, o adiacenti al Tempio, quindi interne ma sotterranee. Si tratta dei muri Ovest, Sud e parte del muro Est. Questi dati ci portano davanti ad interrogativi estremamente interessanti.
Chi e perché costruì tali tunnel? Quanti ce ne sono?
Pur se nel corso dei decenni numerosi cunicoli, gallerie e stanze sotterranee sono venute alla luce, sicuramente altre saranno ancora celate, come quella identificata sotto il cancello di Hulda.
Una curiosità ci viene anche da una scoperta casuale fatta nel 1994 nella città di Acri, città sede fino al 1291 di un’importante commanderia Templare.
Rilievi prospettici identificarono nei sotterranei della città un tunnel della metà del XII secolo, successivamente identificato di matrice templare, che si estendeva per oltre 350 metri dal porto del forte (ad est della città) fino alla parte ovest di Acri. Questo sistema di gallerie, secondo gli studiosi, sarebbe stato impiegato come riserva speciale d’acqua, ma anche come strumento preferenziale di fuga in caso di pericolo.
Vediamo quindi come questo Ordine non fosse totalmente all’oscuro di scavi sotterranei, e anzi come li utilizzasse per diversi fini.
La presenza di tunnel, stanze e gallerie sotto il Tempio di Gerusalemme ormai è confermata. Archeologi e ricercatori, per quanto è possibile, stanno conducendo ed hanno condotto interessanti ricerche all’interno delle stesse.
Ma cosa potrebbero avere trovato i Templari sotto il Tempio di Salomone?
La domanda incuriosisce ancora oggi ricercatori e curiosi. L’unico dato oggettivo a cui ci possiamo riferire con una certa sicurezza, ma vagliandolo in maniera critica, è costituito dal famoso "Rotolo di Rame" rinvenuto tra i manoscritti ritrovati nel Mar morto, a Qumran. Questo rotolo, in base ai dati oggi in possesso dei ricercatori, venne redatto dalla setta degli Esseni, un gruppo religioso ortodosso ricco di fascino e di misteri.
La setta essena aveva vissuto per circa 210 anni, dal 140 a.C. al 70 d.C., in un insediamento vicino al Mar Morto. La loro decisione di abbandonare Gerusalemme era stata dettata dalla corruzione e dalla devianza religiosa che imperversava tra la gente. La loro comunità si ritrovò quindi a continuare una pretesa linea di purezza religiosa lontano da distrazioni e devianze.
Nel rotolo in esame, curiosamente, si menzionano nascondigli contenenti documenti e tesori sepolti, anche dagli stessi Esseni, poco prima della distruzione della loro comunità, nel 70 d.C. Alcuni di questi nascondigli si riferiscono proprio al Tempio di Salomone.
Ma le prove non sembrano finire, e come abbiamo visto precedentemente almeno tre diverse spedizioni condussero scavi nei pressi e in alcune parti della spianata del Tempio ritrovando cunicoli e gallerie di cui si era persa traccia o non si aveva conoscenza. Purtroppo, a causa delle secolari prescrizioni mussulmane, oggi non è possibile compiere scavi all’interno del Monte Sacro, anche se è possibile farlo dall’esterno.
Come già detto, questo ha permesso di identificare nei pressi del cancello di Hulda stanze sotterranee prima sconosciute.
La storiografia templare stessa ci conferma che furono effettuate delle modifiche quando l’Ordine si stabilì all’interno del recinto sacro.
Secondo il monaco e pellegrino Theodoricus, per mano dell’Ordine l’"haram" aveva subito alcune modifiche. A seguito di numerosi lavori il complesso avrebbe avuto a disposizione grandi cisterne sotterranee piene d’acqua e l’area sovrastante il Tempio sarebbe stata "ricca di luoghi di passeggio, prati rasati e sale di consiglio".
Una vera e propria rivoluzione effettuata nell’arco di qualche decennio(2). I Templari, secondo altre fonti(3), avrebbero messo in funzione una serie di camere sotterranee utilizzandole come "lavanderie, magazzini, granai, legnaie e depositi di altro genere".
È altrettanto curioso notare come tra le opere di restauro condotte dall’Ordine nell’"haram", anche la stessa sede madre avesse subito forti modifiche.
L’attuale moschea di Al-Aqsa non differisce notevolmente da come la progettarono e restaurarono i Cavalieri Templari. Le modifiche architettoniche ed i restauri operati presentarono per quei tempi uno stile totalmente nuovo ed originale, che da vari ricercatori è stato paragonato ad un "proto-gotico". Lo stile introdotto infatti evidenzia forti correlazioni, nonché veri e propri parallelismi, con quelli che divennero successivamente i dettami di questo stile. Questo ha condotto diversi ricercatori, tra cui Graham Hancock e Louis Charpentier, ad ipotizzare che proprio ai Templari si debbano le conoscenze utilizzate successivamente nella costruzione delle cattedrali gotiche in Europa.
Tutto questo ci può portare a credere che effettivamente qualcosa di misterioso sia realmente accaduto durante la permanenza dell’Ordine Templare dentro il recinto del Tempio di Salomone. Ai dati storici si sommano però quelli mitici e leggendari.
I problemi dell’attuale ricerca consistono infatti in una depurazione dei dati che nel corso dei secoli movimenti neotemplari e leggende hanno sommato alla reale storia.

Note:
2. Silberman, N.A., "In Search of Solomon’s Treasure", pag. 37
3. Vester, B.S., "Our Jerusalem", pag. 227

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