
IL GHETTO DEI CABALISTI

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Saffed alimenta culturalmente anche il quartiere di Mea Shearim a Gerusalemme.
In questo ghetto il cui nome significa "le cento porte", vivono segregati volontariamente, ignorando questo mondo e le sue leggi, cabalisti e religiosi ortodossi che rifiutano il mondo deliberatamente pur con qualche contraddizione.
Per esempio, anche qui il computer è utilizzato, ma soltanto per decifrare i "dati" del Talmud.
Le seduzioni del mondo occidentale, come la moto, sono concepiti solo per la loro utilità, ad esempio come recita una guida turistica, "per andare a distribuire qui delle elemosine, là degli oggetti di culto o volantini politicoreligiosi...".
Gli abitanti di Mea Shearim, come molti cabalisti di Saffed, non riconoscono lo stato di Israele, rifiutano il servizio militare e tutto ciò che non è stato ispirato dalla parola di Dio. A Saffed, come a Mea Shearim, la gente non ama essere fotografata e occorre stare attenti a non irritarne la suscettibilità.
Gli interni delle case sono spesso fatiscenti; i vestiti frusti, le bibliche barbe poco curate e sotto i cappellacci di castoro si scorgono spesso occhi febbricitanti per notti insonni passate sui libri.
Se si ha la fortuna di poter visitare l’abitazione di un cabalista di Saffed, si resta sorpresi. Anche nella casa più modesta, tra le suppellettili di culto spicca un ronzante computer.
La sua luce biancastra si diffonde nella stanza semibuia facendo tornare alla mente i racconti di Gustav Meyrink, "il Golem" o "L’Angelo della finestra d’Occidente", favole per adulti che credono ancora nei miracoli: quello che Dio torni a parlare agli uomini come faceva un tempo. Per questo la cabala è studiata con software che facilitano le connessioni tra numeri, lettere e vocaboli per accelerare i tempi e porre sempre meno spazio tra lo studio della parola di Dio e il momento della rivelazione.
Naturalmente anche noi siamo usciti da Saffed dopo aver acquistato un software di "Gematria", la dottrina che dal valore numerico delle lettere desume il senso arcano delle parole. Un prodotto venduto nelle librerie come nei supermercati tra detersivi, cibarie e best-seller!
Ma il fascino di questa città coinvolge imprevedibilmente. La cabala continua così a convivere con il mondo moderno e potrebbe non essere lontano il giorno in cui un "arruffato" cabalista riuscirà a superare i confini del mondo sensibile per ricongiungersi all’Origine, questo grande mistero nascosto nell’ordine dell’universo, nei numeri, come nel caos.
Il poeta tedesco Novalis, pseudonimo di Friedrich Leopold Von Hardenberg (1772-1801) diceva che "È molto probabile che nella natura esista una meravigliosa mistica numerica, persino nella storia. Non è forse ogni cosa importante, simmetrica, ricca di singolari connessioni? Non può Iddio manifestarsi nella matematica come in ogni altra scienza?"
A Saffed la risposta è indubbiamente "sì!".

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