
IL "DONO"

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Non occorre ripercorrere la storia della Cabala, argomento ormai di casa sulle pagine del nostro giornale. Diremo soltanto che la Cabala, il cui nome proviene dalla radice ebraica "Kbl" che significa "ricevere", ebbe a Saffed seguaci che influenzarono profondamente il mondo giudaico con libri come il "Sefer Yetzirah" (libro della creazione) attribuito addirittura ad Abramo.
Nel Talmud si accenna a quest’opera dandole poteri taumaturgici e facoltà creatrici capaci di "aprire le vie". "Per mezzo di 32 vie misteriose l’Eterno - dice il Sefer - incise e stabilì il Suo nome e creò il Suo mondo. Le 32 vie sono le 22 lettere dell’alfabeto ebraico più 10 Sefiroth che sono 10 emanazioni suoi e canali di luce attraverso i quali la divinità si rende percepibile e comprensibile.
- Della Alef (a) in avanti i suoni collaborano alla formazione dell’aria.
- Della Mem (m) in avanti danno origine all’acqua.
- Dello Shin (s) in avanti danno origine al fuoco..."
Molti libri come questo furono associati al nome di Salomone, come il già citato libro di Raziel, probabile capostipite della famosa "Clavicola" che l’Inquisizione mise all’Indice nel 1559 poiché molte scuole esoteriche affermavano che con la sua lettura si accedeva a segreti terribili.
Un altro libro cabalistico famoso fu la "Yetzirah", attribuito anch’esso ad Adamo, oppure lo "Zohar" (splendente), comparso alla fine del XIII secolo e scritto, sembra, da un altro famoso cabalista, Moses de Leon (1250-1305).
Tutti comunque si basavano sulla credenza che le Sacre Scritture contenessero la Chiave nascosta del segreto della creazione.
L’ipotesi nacque poiché nella Bibbia Esdra (V sec. a.C.) ricordava che Jahvè aveva ordinato a Mosè:
"Queste parole le comunicherai e queste le terrai segrete" (II Esdra 14:5,6).
Da allora i cabalisti hanno sempre cercato di scoprire la parte segreta delle sacre scritture. "Queste cifre - scriveva negli anni Ottanta John Updike riferendosi alla cabala alfanumerica - sono le parole che Dio ha scelto per esprimersi. Ne avrebbe potuto scegliere altre di un ordine completamente diverso."
Se dunque la Parola è numero, allora è giustificato l’uso del computer per risalire lungo i suoi significati nascosti poiché da "...un punto di vista teologico, ci muoviamo in un mondo da cui sono stati rimossi i lati nascosti".
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