
IL RITORNO IN PALESTINA

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LA CITTÀ DELLA CABALA »
Un altro gruppo di cabalisti ebraici spagnoli, dispersi dalla diaspora, emigrava dunque verso l’Europa orientale fermandosi parte nei Balcani, parte a Saffed, dominata ancora dagli Ottomani.
Qualcuno dice che Saffed fu scelta poiché è uno di quei "poli" energetici o di forza che costellano il mondo, come Stonehenge o Chartres.
Vista superficialmente Saffed dà invece l’impressione di essere un intrico di negozi di elettronica, supermarket e sinagoghe.
Esteriormente nulla fa pensare alla città come ad un importante centro dove la Cabala, la "tradizione", è studiata e dove le parole sacre della Bibbia sono analizzate e vagliate con i computer per carpirne il volere di Dio.
Basta visitare più a fondo la città per immergersi invece in un mondo straordinario dove il sacro si sposa ai "chips".
Percorrendo la "derekh Yerushalayim", dalle cui terrazze panoramiche si scorgono scenari naturali di grande bellezza, si giunge al vecchio quartiere, un fitto intrico di stradine, lungo le quali si affacciano numerose sinagoghe. La più importante di queste é la sinagoga di Itzhak Luria (1534-1572) o "Ari", il più famoso dei mistici di Saffed.
Luria nacque a Gerusalemme nel 1534. Dopo la morte del padre, la famiglia si trasferì in Egitto. Qui Luria studiò le antiche scritture e la Cabala poi, al compimento del trentacinquesimo anno, si recò a Saffed. Il suo insegnamento è ancora vivo nella comunità di Saffed da dove si diffuse nell’intero mondo ebraico.
Si può dire anzi che i suoi precetti viaggiarono nel tempo influenzando il movimento cabalistico hassidico del XVII secolo e introducendo riti liturgici tuttora praticati dagli ebrei. "Ari" morì a trentotto anni: pochi anni dopo fu eretta la sinagoga dalle forme semplici e austere che porta il suo nome.
L’edificio, distrutto da un terremoto nel 1837 e ricostruito più tardi, possiede una ricca biblioteca dedicata alla Cabala con manoscritti antichi e moderni. Poco lontano é la sinagoga di Itzhak Abuhav, un altro celebre rabbi spagnolo del sec. XV. Ricostruita anch’essa dopo il terremoto del 1837, pare fosse stata disegnata dallo stesso Abuhav quand’era ancora in Spagna, con decorazioni cariche di simboli cabalistici.
Dopo il suo arrivo a Saffed, i suoi discepoli misero in pratica il progetto seguendo le indicazioni del rabbi. Un’altra leggenda racconta invece che la sinagoga fu costruita in Spagna dalla quale giunse miracolosamente a Saffed nottetempo, nell’anno 1492.
Questa storia ricorda la "traslazione della Santa Casa" sulle ali degli Angeli, l’assai più nostrano "volo" della casa di Maria madre di Cristo, giunta "via aerea" a Loreto dalla Palestina dopo una sosta a Tersatto in Dalmazia.
Ma si sa che sotto il mito si nascondono significati oscuri, comprensibili ai soli iniziati.
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