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UN GEOLOGO INDAGA (LE ANALISI DEL Dr. D. LAING)

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SODOMA E GOMORRA RITROVATE NEL MAR MORTO »
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![[Immagine satellitare di un probabile canale sottomarino - 27K .jpg]](am02f34p.jpg) ![[Elaborazione satellitare di una parte del Mar Morto - 45K .jpg]](am02f35p.jpg)

La teoria proposta da Sanders, ricercatore biblico e scrittore, potrebbe essere esaustiva per riuscire a spiegare questo mistero.
Sanders ritiene che i cinque insediamenti possano rappresentare la nuova sede scelta da una popolazione superstite di cinque città precedentemente distrutte e posizionatesi nelle vicinanze del Mar Morto. Queste città sarebbero state distrutte da una catastrofe, basandosi anche sul fatto che i cimiteri rinvenuti sono precedenti alla costruzione dei siti. Sanders ha denominato questi siti "le città specchio della piana".
Gli archeologi Rast e Schaub suggeriscono che queste cinque città potrebbero essere le mitiche città della pianura, ma questa teoria evocherebbe più domande che risposte. Deve essere notato, per esempio, che la maggior parte dei corpi rinvenuti sono stati datati a 1.800 anni prima che il sito fosse definitivamente distrutto, secondo la storia convenzionale. Di chi erano dunque tali corpi? Ci sono altri siti che potrebbero aiutare gli studiosi a capire cosa si celi dietro questo mistero?
Il periodo sarebbe quello dell’Esodo, verso la fine dell’Età del Bronzo, e la distruzione finale di questi siti archeologici coinciderebbe con una catastrofe occorsa nel periodo della migrazioni di massa.
I vasti cimiteri rinvenuti sarebbero stati, quindi, creati 1.800 anni prima come probabile risultato del massacro che ebbe luogo al tempo della distruzione di Sodoma e Gomorra e come propostoci nella Bibbia.
Questi nuovi scenari venuti alla luce coinvolgerebbero quindi i sopravvissuti di questo olocausto, che dopo aver seppellito i propri morti si sarebbero diretti verso zone in cui era presente acqua fresca. Coloro che morirono sarebbero stati sepolti in fosse comuni prima che fosse costruito un insediamento a Bab edh Dhra e a Safi.
Gradatamente passò poi anche il pericolo e ritornò la normalità. I sopravvissuti si riunirono in gruppi e cercarono di ricreare le città originali. Gli abitanti di Sodoma sopravvissuti si ricompattarono e, insieme, formarono una nuova popolazione, altrettanto fecero i sopravvissuti di Gomorra, Admah, Zeboim e Bela. Fortunatamente esisteva un complesso di "wadi" nelle vicinanze che permise ad ogni gruppo di essere rifornito di acqua fresca, a monte di ciascuno dei vari "wadi".
Questi siti archeologici rinvenuti dalla moderna archeologia sono, infatti, lo "specchio" delle città della piana. Mentre Mr. Sanders elabora una cronologia revisionista dei fatti, lui ha già di fatto stabilito una teoria credibile sulla costruzione di queste città, su quello che può essere successo, considerando il fatto che le città stesse erano costruite su un sistema di "rift" attivi e basandosi sulla descrizione biblica di territori differenti. (Genesi 13:10).
Probabilmente tutte e cinque le città erano dislocate nella valle (Genesi 14:3).
Una teoria, recentemente proposta, potrebbe dimostrarsi quanto mai possibile e probabile.
Se i movimenti della crosta terrestre, causati da spostamenti ed elevazioni, avessero causato reazioni devastanti con espulsioni esplosive di pece, questi potrebbero aver originato la pioggia di fuoco rappresentata in Genesi 19: 24-25:
"Ed ecco che il Signore fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco provenienti dal Signore. Egli distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo".
Mentre, da una parte, la descrizione assomiglia ai risultati di una eruzione vulcanica, in base a quanto abbiamo rinvenuto durante le nostre ricerche possiamo affermare che la constatazione che l’area da noi presa in oggetto si stata sottoposta a questo tipo scenario sembra essere altrettanto valida.
Se Sanders ha ragione quando parla della sua teoria sulle "città specchio", la distruzione delle città originali di Sodoma e Gomorra potrebbe essere avvenuta tra il 3.200 ed il 2.800 a.C. (secondo la cronologia convenzionale) e quanto emerso dipenderebbe dall’accuratezza delle ricerche e delle scoperte.
Un esame approfondito delle immagini radar, create attraverso un software speciale accoppiato con una emittente di microonde a bordo dello Space Shuttle, ha prodotto materiale molto interessante per i nostri studi.
La caratteristica principale di questo tipo di immagini è quella di riuscire a penetrare attraverso il terreno e l’acqua per ottenere immagini dettagliate di eventuali artefatti presenti. Anche se le immagini coprono solo una porzione del Mar Morto, queste mostrano chiaramente sia dei canali sottomarini appartenenti al Giordano, nella sua parte più estrema, sia zone di "rift" lungo la linea costiera più ad est. In aggiunta a questi dati sono state rilevate altre caratteristiche distintive nella fascia costiera ad est del Giordano. Attraverso delle semplici elaborazioni al computer, che non alterano l’integrità dell’immagine, abbiamo potuto ingrandire queste immagini e delineare con sorpresa strutture chiaramente simmetriche.
Potrebbero essere queste le città sommerse ipotizzate da Sanders. Se fossimo in presenza di formazioni naturali sarebbe inusuale rinvenire, come è stato fatto, angoli retti e simmetrie rettangolari. Ruotando l’immagine originale del satellite e sovrapponendola alla mappa a mosaico di Madaba, sono fin troppo chiaramente evidenti le similitudini tra le due.
È altrettanto plausibile, in mancanza di evidenze del contrario e secondo altre foto satellitari, che il Mar Morto, prima del 3.200 a.C., si estendesse più a sud, e che il movimento lungo il "rift" nelle vicinanze del Mar Morto abbia portato ad un cataclisma devastante che avrebbe distrutto le città descritte da Sanders.
I sopravvissuti potrebbero essersi spostati in posizioni diverse, nelle vicinanze di "wadi", dove avrebbero ristabilito i loro commerci con Ebla, come registrato nelle tavolette di questa città datate al 2.500 a.C.
Possibili prove a sostegno di questa teoria potrebbero essere rinvenute nelle zone che sono state acquisite da ditte petrolifere e minerarie nel nord del Mar Morto.
Le consuete variazioni stagionali e i depositi sedimentari, strettamente collegati ai normali processi di deposizione, potrebbero aver registrato questi significativi cambiamenti nei propri strati. Esami dettagliati di questi strati potrebbero allora rivelare i continui depositi annuali, da circa il 3.200 a.C., di sedimenti terrosi.
Questi potrebbero così comprovare le teorie che vedono in queste zone, e nei manufatti di presunta origine artificiale rinvenuti sott’acqua, la prova della passata presenza delle città di Sodoma e Gomorra.

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