
IL SATELLITE E LE VERIFICHE

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SODOMA E GOMORRA RITROVATE NEL MAR MORTO »

![[Immagine satellitare di un probabile canale sottomarino - 27K .jpg]](am02f34p.jpg) ![[Elaborazione satellitare di una parte del Mar Morto - 45K .jpg]](am02f35p.jpg)

In quest’ultimo periodo ci stiamo muovendo in maniera diversa da come abbiamo fatto fino ad oggi nella ricerca di queste due città scomparse. Uno dei nostri ricercatori migliori è il dottor D. Laing, geologo con backgroud in sismologia, gravitometria, geomorfismo, evaporazioni strutturali e studi sui sedimenti.
Laing ha ampliato la mia teoria sul sito "specchio" di cinque città della piana oggetto dei nostri studi e crede di poter utilizzare la sua esperienza nel geomorfismo ed in geologia strutturale per convalidare la nostra teoria.
Ho incoraggiato questo studioso su questa strada e così abbiamo iniziato a discutere sull’utilizzo di immagini satellitari per le ricerche archeologiche. Ci ripromettemmo altresì di vedere se fosse stato possibile utilizzare tale tecnica anche nel nostro caso, e così pure in rapporto al sito che credevamo contenere il tesoro perduto del Tempio di Salomone (altra ricerca che Michael Sanders conduce insieme al suo team di ricercatori, n.d.t.). Dopo qualche tempo Laing riuscì ad ottenere una serie di immagini dell’area del Mar Morto da noi studiata. Ad un esame visivo più attento, trovammo almeno tre anomalie sottomarine, due delle quali sembravano molto interessanti e di probabile origine umana. Nello stesso tempo ci rivolgemmo a tutti i ricercatori del nostro team chiedendo loro di verificare i risultati delle nostre osservazioni attraverso le immagini satellitari.
Tutti poterono concordare su una possibile origine artificiale di tali strutture.
È possibile che si possa trattare di strutture naturali oltre che di più recenti creazioni umane, ma dobbiamo ricordare che le testimonianze bibliche asseriscono che cinque città vennero distrutte nell’area dove sono state trovate queste anomalie.
Ne "La Guerra Giudaica" di Giuseppe Flavio (4.8.4), si afferma che la zona di Sodoma e Gomorra "venne consumata da fulmini, e difatti le vestigia del fuoco divino e le vaghe tracce delle cinque città sono ancora visibili".
La Bibbia ci racconta che le città di Sodoma e Gomorra sarebbero state dislocate in vicinanza di altre tre città nella valle di Siddom, o area del Mar Morto.
In Genesi, Capitolo 14:1-3 leggiamo:
"Al tempo di Amrafel re di Sennaar, di Arioch re di Ellasar, di Chedorlaomer re dell’Elam e di Tideal re di Goim, costoro mossero guerra contro Bera re di Sodom, Birsa re di Gomorra, Sinab re di Adma, Semeber re di Zeboim, e contro il re di Bela, cioè Zoar. Tutti questi si concentrarono nella valle di Siddimi (o Siddom) , cioè il Mar Morto."
In un articolo del Settembre/Ottobre 1979 intitolato "Sono state ritrovate Sodoma e Gomorra?", apparso nella nota rivista "Biblical Archaeology Rewiev", l’autore descrive un sito archeologico localizzato su una sponda della penisola del Lisan, che si estende nel Mar Morto. Tale sito consiste in una torre ed un cimitero che contengono le spoglie di 500.000 persone, come stimato dall’archeologo P.W. Lapp, che compì degli scavi tra il 1965 ed il 1967. Nel periodo tra il 1973, fino al 1979, quattro siti ulteriori vennero ritrovati dagli archeologi Walter Rast e Thomas Schaub. I due credettero di trovarsi davanti ai resti delle quattro città citate in Genesi 14:2.
I cinque siti partono da Bab edh Dhra, a nord, e includono, nella zona sud, Numeira, Safi, Feifa, e Khanazir. Tutti e cinque i siti sono dislocati ai margini di un piccolo "wadi" (fiume) e sono stati datati all’età del bronzo. Uno di questi siti, Safi, è stato identificato nella mappa a mosaico di Madaba (una mappa a mosaico rinvenuta in una chiesa bizantina a circa 80 chilometri di distanza e datata al VI secolo a.C.), come anche la città di Zoar. Altri due cimiteri di uguale grandezza, uno a Bab edh Dhra, e altri due a Feifa e Safi, hanno permesso ai ricercatori di calcolare un totale di oltre un milione e mezzo di resti umani ("Biblical Archaeological Review", Volume 6, n.5).
Il fattore inusuale per questi siti è che i loro cimiteri (risalenti al 3.200 a.C. circa) esistevano anche prima della fondazione delle stesse città. La zona è estremamente arida e ai giorni odierni, anche con l’impiego di avanzate tecnologie agricole, non è possibile che ad un esiguo numero di persone di vivere miseramente "in loco" dei prodotti della terra.
La Bibbia ci dice che prima della distruzione di Sodoma e Gomorra il clima poteva essere radicalmente differente, a causa di una diversa configurazione del Mar Morto.
In Genesi 13:10 leggiamo:
"Allora Lot alzò gli occhi e vide che tutta la valle del Giordano era un luogo irrigato da ogni parte - ciò prima che il Signore distruggesse Sodoma e Gomorra; era come il Giardino del Signore, come il paese d’Egitto, fino ai pressi di Zoar."
Il sito identificato come Numeira venne distrutto dal fuoco verso la fine dell’Età del Bronzo.
Studi successivi hanno assodato che le altre quattro città vennero distrutte in maniera simile, con conseguenti conflitti causati da invasori stranieri.
Questo potrebbe permettere di stabilire un periodo in cui le cinque città sarebbero state abitate, periodo che è fatto risalire approssimativamente tra il 3.200 a.C. e il 2.350 - 2.200 a.C.
La maggior parte delle sepolture rinvenute è stata fatta risalire dai ricercatori a questo periodo e le morti non sembrano essere correlate ad altre distruzioni. Ma quale potrebbe essere la storia e l’origine di queste popolazioni?
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