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L’EREDITA DELLA CATASTROFE

parti precedenti:

IMPATTO TRA I DUE FIUMI »
IL POZZO DEL DILUVIO »
I RACCONTI DI PIETRA »
IL MILLEPIEDI DEL CIELO »
LE "LAMENTAZIONI" DI UR »
UN DIVERBIO D’INTERPRETAZIONE »
SULLA VIA DI MOSÈ »
IL PAPIRO DI LEIDA »

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Certamente la grande catastrofe fu vista come un segno della punizione divina, sfruttato dai sacerdoti per intimorire, ammonire, profetizzare tempi nuovi.
La cosmogonia trasse un insegnamento dagli avvenimenti catastrofici che avevano mutato la fortuna di interi regni, modificato il clima di intere regioni.
I due diluvi scoperti da Woolley sono la prova che nel giro di pochi millenni diverse terrificanti catastrofi avevano abbattuto e creato nuovi regni, fatto scomparire città e territori.
L’uomo scoprì la ciclicità di questi avvenimenti; iniziò a pensare, quindi, che fosse un destino ineluttabile quello che accompagna la sua esistenza sulla faccia della Terra.
Se l’Universo è davvero una manifestazione di Dio, quei bolidi vaganti hanno avuto un compito non indifferente: farci pensare, innescando il dubbio.
San Tommaso d’Aquino avrebbe dato la risposta più logica a questa angosciosa domanda specificando che "L’esistenza di Dio - come scriveva nel suo saggio sulle Cinque Vie per conoscere Dio - si può provare in cinque modi. Il primo e più evidente, è nel moto. È certo infatti [...] che alcune cose si muovono. Ora tutto ciò che si muove è mosso da altro [...] ma non si può procedere in tal modo all’infinito, altrimenti non vi sarebbe un motore primo."
Questo giallo archeologico inizia e termina qui: da un popolo distrutto e da un frammento di stella cadente. Ogni altra risposta potrebbe essere cercata nella fede.

Chi è Vittorio Di Cesare
Nato nel 1949, vive e lavora tra Bologna e Roma. Archeologo specializzato in applicazioni tecniche ed informatiche per l’indagine archeologica, è stato curatore di importanti musei regionali. Membro della British Museum Society ha tenuto stage alla Sapienza di Roma, all’Istituto di Antropologia di Firenze e in vari altri istituti. È collaboratore esterno delle Soprintendenze Archeologiche dell’Emilia e della Puglia, ed ha condotto campagne di ricognizione, survey e scavo all’estero, in Israele, nelle Canarie, in Italia. Attualmente è curatore di un piccolo museo civico archeologico pugliese.
Giornalista e scrittore, collabora con importanti testate italiane, s’interessa anche di divulgazione e didattica della storia e dell’archeologia.
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