
IL MILLEPIEDI DEL CIELO

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Con il termine di "meteoroidi" oggi gli scienziati definiscono gli oggetti vaganti nello spazio prossimi ad entrare nell’atmosfera terrestre.
Non passa giorno che la cronaca non segnali queste "presenze".
Uno di questi "proiettili" giunse la notte del nove dicembre 1997, quando il cielo a sud-ovest della Groenlandia fu illuminato a giorno da un "millepiedi gigante di fuoco dalle gambe gialle ardenti".
Fu definita così la meteora che, ad un’altezza di appena quindici chilometri, attraversò l’atmosfera sotto gli occhi di un centinaio degli abitanti del villaggio di Fiskenaesset, nella Baia di Disko. L’impatto dell’oggetto con l’atmosfera provocò una gigantesca esplosione, seguita dalla frammentazione del meteorite caduto a pezzi su di un’area vasta dai 50 ai 100 Km quadrati provocando una gigantesca scena pirotecnica. L’oggetto misterioso di Fiskenaesset, abbiamo detto, fu definito dai giornali un "millepiedi gigante di fuoco dalle gambe gialle ardenti".
Anche Gilgamesh usò un termine simile per descrivere il mitico animale che aveva combattuto, un’aquila dalla testa di leone che scendeva dal cielo sputando fuoco dalla bocca, suscitando tempesta e uragani ed esalando un soffio di morte.
Descriveva una cometa, un meteorite? Forse sì dal momento che, in altri casi Gilgamesh è esplicito quando cadono di questi oggetti: "...camminavo traverso la notte, sotto le stelle del firmamento, e una di queste, una meteora tutta della materia di Anu, (forse di ferro n.d.A.) cadde dal cielo. Cercai di sollevarla, ma si rivelò troppo pesante. Tutta la gente di Uruk venne intorno a vederla, la gente comune, si accalcava e i nobili si affollavano per baciare i suoi piedi...".
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