
AMNESIA COLLETTIVA

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Per sorreggere le proprie posizioni catastrofiste Velikovsky si appellò all’idea di ciclicità, ricordando che presso moltissime culture antiche - in Grecia, India, Tibet, Messico, Cina, Iran, Islanda - si suppose che il mondo procedesse per Grandi Età (o Grandi Anni), divise da cesure caratterizzate da convulsioni naturali di entità planetaria, a esplicitare il concetto di un rigenerarsi che passa attraverso la putrefazione delle condizioni precedenti. Disastri e perturbazioni in seguito rimossi, rielaborati e infine ricordati dall’umanità come metafore e allegorie, in base a quel fenomeno psicanalitico noto come "amnesia collettiva".
Interessante infine evidenziare che l’assunto base dello studioso russo, e cioè che quanto accade nei cieli è simile a quanto accade in un atomo e che perciò le leggi che regolano il corso degli astri intorno al Sole sono le medesime del movimento degli elettroni intorno al nucleo, ricorda dappresso la visione del mondo enunciata nell’antico testo ermetico "Tabula Smaragdina": "Ciò che sta in Alto è come quel che sta in Basso e ciò che sta in Basso è come quel che sta in Alto, per fare il miracolo di Una Cosa Sola". Un’idea olistica ormai ampiamente diffusa nei rivoluzionari modelli cosmogonici proposti dall’odierna fisica post-newtoniana.

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