
VELIKOVSKY: CHI ERA COSTUI?

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MONDI IN COLLISIONE »
Nato il 10 giugno 1895 a Vitebsk, in Russia, e morto il 17 novembre 1979, Velikovsky studiò presso diverse università europee: da Edimburgo (scienze naturali), a Mosca (storia, legge e medicina, in cui si laureò), da Berlino (biologia), a Zurigo (fisiologia del cervello) e Vienna (psicologia).
Fu seguace di Freud, di cui accettò la teoria dell’inconscio.
Dopo aver insegnato in Palestina si trasferì nel 1939 negli Stati Uniti, dove un decennio dopo, come si è detto, scrisse "Worlds in collision" (trad. it. "Mondi in collisione", Garzanti, 1955), il cui mancato consenso da parte dell’Establishment scientifico dominante mise addirittura in crisi l’attività editoriale della Macmillan, suo editore.
In seguito Velikovsky pubblicò altri libri sul tema, di cui i più celebri sono "Ages in chaos" ("Ere nel caos", 1952) e "Earth in upheaval" ("La Terra in scompiglio", 1955). Ma non sono da meno i successivi e brillanti "Oedipus and Akhnaton", "Peoples of the sea", "Ramses II and his time", "Mankind in amnesia" e "Stargazers and gravediggers".
Fino alla morte propugnò con convinzione le sue teorie, la cui ereticità consisteva soprattutto nell’opporsi alla concezione allora più in voga, divenuta ormai quasi dogma: l’"attualismo", formulato a cavallo tra Settecento e Ottocento da scienziati quali Hutton, Lamarck, Lyell e accettato da Darwin (allievo e amico di Lyell), che ne fece il fondamento teoretico per l’"evoluzionismo".
In sintesi quest’approccio sostiene che i mutamenti sulla Terra sono il risultato di graduali quanto ininterrotte trasformazioni, di contro all’idea catastrofista che, sostenuta da Cuvier e altri, ipotizzava invece la ricorrenza di cataclismi, sia precedenti sia successivi alla comparsa della specie umana: un paradigma, questo, di cui Velikovsky è stato uno degli interpreti più originali, intriganti e attuali.
Ma ripercorriamo l’esposizione velikovskyana partendo dall’epoca in cui l’autore colloca le prime grandi perturbazioni suscitate sulla Terra dalla cometa gioviana, e cioè 3500 anni fa.
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