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L'UOMO E L'ALDILÀ


LA VITA NELLE SFERE ASTRALI
di Carlo Splendore per Edicolaweb
parti precedenti:

LA PRIMA SFERA »
I SUICIDI »
IL RIMORSO »
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ATTIVITÀ DI PENSIERO NELLE SFERE ASTRALI
Abbiamo visto che nella terza sfera la vita è organizzata in maniera meno "materiale" di quanto avvenga ai livelli inferiori. Da ora in poi incontreremo individui il cui interesse per i divertimenti e i passatempi, puramente materiali e futili, si è esaurito durante la loro vita terrena. Potremo facilmente incontrare pittori e musicisti, al pari di ingegneri e artigiani, che si dedicano all'approfondimento dei loro studi e delle loro attività. Le esperienze astrali di chi in terra è stato un intellettuale illuminato, un uomo al di sopra della media, non possono non essere in accordo col tipo di vita da lui vissuto in precedenza.
Una volta lasciata la terra, questo tipo di uomo, in genere, sosta poco, o affatto, nei livelli inferiori, per dirigersi rapidamente verso quelle regioni dove avrà l'opportunità di proseguire qualche lavoro particolare, al quale era interessato. Molti studiosi "che hanno seguito con acume una data linea d'investigazione intellettuale e che sono trapassati con la sete d'imparare, continuano a studiare la loro materia con zelo infaticabile, inceppati solo dal loro stesso attaccamento ai metodi fisici di ricerca" (11).
Secondo la legge di affinità, costoro sentiranno l'impulso di unirsi ad altri ricercatori, che hanno gli stessi interessi. Infatti, ai viaggiatori astrali capita spesso di assistere a riunioni di scienziati, di filosofi, di matematici, ecc., con i loro gruppi di studio e di sperimentazione. Per tutti costoro l'ambiente astrale, per le sue particolari condizioni "spazio-temporali", è molto più adatto per il loro lavoro di quanto non fosse il mondo fisico. Infatti qui lo spazio a quattro dimensioni può essere studiato con la possibilità di fare sperimentazioni.
Grandi maestri qui insegnano in scuole dove la gente può essere istruita in qualche particolare disciplina alla quale è interessata.
"Questa istruzione li mette in condizioni di nascere nella prossima vita col desiderio di continuare a studiare nella stessa direzione, in modo che almeno alcuni di essi potranno diventare a loro volta grandi maestri ed aiutare il mondo fisico a progredire nella cultura e nella sapienza.
Per un ego, le attività nei livelli più alti di quello fisico sono molto più interessanti dei divertimenti artificiali e delle attività di normale routine che noi proviamo nel mondo fisico.
Naturalmente l'ego sa bene che le nostre vite sul piano fisico sono necessarie alla sua evoluzione, ma la meta di questa aspirazione è sempre la stessa. Per l'uomo è emancipare se stesso e imparare il più presto possibile le lezioni che le nostre numerose vite sono destinate ad insegnarci. Così facendo egli sarà assai presto affrancato dalla necessità di rinascere e potrà passare a diverse e più interessanti esistenze, quali quelle che sono possibili solo a colui che ha imparato tutte le lezioni che doveva imparare attraverso l'esistenza fisica." (12)

Note:
11. A.Besant, op. cit., pag. 121.
12. Peter Richelieu, op. cit.
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