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L'UOMO E L'ALDILÀ


LA VITA NELLE SFERE ASTRALI
di Carlo Splendore per Edicolaweb
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LA PRIMA SFERA »
I SUICIDI »
IL RIMORSO »
L'ESTERIORE QUI CORRISPONDE ESATTAMENTE ALL'INTERIORE »
COME PREVEDERE LA PROPRIA DESTINAZIONE IN ASTRALE »
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LA SECONDA SFERA »
LA TERZA SFERA »
UNA GRANDE ACCADEMIA D'ARTE »
LA LEGGE DEL KARMA E I RAPPORTI TRA GLI UOMINI »
COME CORREGGERE UN ERRORE »
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IN VOLO SU UNA MEGALOPOLI »
SI GETTANO LE BASI PER UNA COLLABORAZIONE TRA I DUE MONDI
La conoscenza che Biancotti stava per fare con Morante non era casuale. Nel suo palazzo orientale, arricchito dalla meravigliosa illusione della sua fantasia, Morante accoglie il suo ospite con queste parole: "Siate il benvenuto, amico mio caro, felice mortale che, senza alcun danno, avete potuto salire in queste eccelse regioni."
Agli ospiti, seduti su di un divano in broccato a grandi ricami d'oro, vengono serviti dei rinfreschi e frutti saporiti.
"Noi, almeno io - annota l'autore - mangiavo come si mangia in sogno, ma il gusto che sentivo mordendo quei frutti succosi, o portando alle labbra le coppe di vino ambrato spumeggiante, non durava. Il servizio era fatto da entità che in vita erano stati bravi domestici fedeli ed attenti e che, pervenuti in Kama Loka, si reputavano felici di servire Morante, presso il quale assaporavano la gioia di una profonda libertà e godevano, senza nessuna fatica, di una vita facile e bella alla quale non avrebbero potuto pervenire con le loro sole forme-pensiero. Morante mi strinse fra le braccia: Diventiamo dei grandi amici, caro Angiolo - disse - e collaboreremo assieme, ispirati dalla luminosa Marilena, a lavori letterari che obbligheranno gli uomini ad occuparsi con maggior serietà dell'avvenire dell'anima e di quell'al di là così mal conosciuto. Un al di là che non esiste perché è quell'eterno presente più sottile da molti negato.
Io sono veramente felice di poter servire in qualcosa agli uomini, ed ho già preso moltissime note circa molte mie esperienze in questa fase evolutiva della mia individualità... Ma non temere...! Dio ti darà il genio necessario affinché le tue, le nostre opere future siano di grande giovamento all'umanità."
I due parlarono a lungo del loro futuro lavoro e stabilirono che Morante avrebbe regolarmente comunicato col Biancotti dall'astrale. Il compito di quest'ultimo sarebbe poi stato quello di curare l'esecuzione materiale del comune lavoro sul piano fisico.
Morante era felice. Finalmente il suo sogno di poter comunicare agli umani il risultato delle sue ricerche "archeologiche" compiute in astrale sull'esistenza di antiche civiltà sepolte, era sul punto di diventare realtà. E questo grazie ad un amico ancora incarnato, il Biancotti appunto, anch'egli scrittore e anch'egli sensibile al fascino legato alle leggendarie vestigia di un passato sconosciuto perché occultato dagli strati geologici, o dagli abissi degli oceani, e dalla polvere del tempo. Aveva potuto sollevare il velo dell'oblio su remote epoche di civiltà e riportare alla luce frammenti di storia, prima che la storia fosse.
Egli ora sente il bisogno di rendere partecipi di questa sua felicità anche gli amici e li invita ad una grande festa. Alcuni di essi abitano nella sua stessa regione astrale, altri provengono da livelli superiori, quali quelli del mentale (Rupa Loka).
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