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L'UOMO E L'ALDILÀ


LA VITA NELLE SFERE ASTRALI
di Carlo Splendore per Edicolaweb
parti precedenti:

LA PRIMA SFERA »
I SUICIDI »
IL RIMORSO »
L'ESTERIORE QUI CORRISPONDE ESATTAMENTE ALL'INTERIORE »
COME PREVEDERE LA PROPRIA DESTINAZIONE IN ASTRALE »
IL RISVEGLIO »
LA SECONDA SFERA »
LA TERZA SFERA »
UNA GRANDE ACCADEMIA D'ARTE »
LA LEGGE DEL KARMA E I RAPPORTI TRA GLI UOMINI »
COME CORREGGERE UN ERRORE »
LUCI E SUONI »
IN VOLO SU UNA MEGALOPOLI
Un altro scenario, avente per oggetto le forme-pensiero musicali, ci viene narrato dal Biancotti. Questa volta però non si tratta di un dettato medianico, ma del resoconto di un intrattenimento musicale al quale l'autore di "Romanzo senza parole" è invitato durante l'ultimo suo viaggio in astrale.
Anche qui siamo in una sfera che sembra rispondere alle caratteristiche del 3° livello.
Dalle basse regioni dell'Erebo e del Kama Loka, dove a più riprese lo ha condotto la guida Marilena, affinché traesse quegli insegnamenti che poi avrebbe dovuto trasmettere agli umani con i suoi scritti, l'autore, con un volo di cui non ha cognizione precisa, viene ora guidato all'ingresso di un'immensa città, "così smisurata e popolata che Londra e New York sembrerebbero semplici sobborghi".
Ma ecco come descrive quello che egli vede di quella immensa città, mentre lui e la Guida la sorvolavano a pochi metri dal suolo, come facevano tutti coloro che incontravano:
"Procedevamo per strade magnifiche, larghissime, fiancheggiate da edifici che mi stupivano per la loro gigantesca struttura e per il meraviglioso ritmo del loro fastoso stile architettonico. I quartieri si succedevano ai quartieri e ciascuno di essi rivelava una caratteristica, un'impronta particolare. Percorremmo in lungo e largo la meravigliosa città ma lo facemmo con tanta rapidità che io non riuscii ad afferrare che molto imperfettamente quello che mi circondava.
Io mi trovavo certamente in una città simile alle grandi capitali della terra, questa analogia era meravigliosa e innegabile. Effettivamente uomini ed animali percorrevano le strade, come nelle città terrene, però scorgevo anche degli esseri la cui esistenza è ignota sul nostro pianeta. Ciò che più mi colpiva era la grande diversità dei costumi; ne vedevo di tutte le epoche e qualità, questo conferiva una fisionomia pittoresca alla numerosa folla che circolava in quell'immane agglomerato con un qualcosa di febbrile nei movimenti.
Quasi tutti camminavano come si cammina sulla superficie del nostro pianeta, ma sfiorando appena il suolo e con un agilità di movimenti sorprendente. Anche i vecchi perché ce n'erano, procedevano con una franchezza ed una scioltezza di movimenti estremamente decisi.
Ad un tratto però assuefacendomi all'ambiente ed alla strana atmosfera del luogo, scorsi che vi erano persone, chiamiamole così per intenderci, che sfioravano, come noi, appena il suolo, ce n'erano delle altre che, con un rapido volo guadagnavano gli spazi, si sollevavano più in alto dei tetti eccelsi; infine delle specie di ippogrifi e dei pegasi alati, recavano in groppa degli esseri di cui non mi riusciva di scorgere il volto poiché nuvole di profumati vapori li avvolgevano con i loro contorni mobili ed ognora mutevoli.
Questi viaggiatori invisibili - mi disse Marilena - sono delle entità superiori che appartengono ad una regione più elevata, quella del Rupa Loka (8), specie di paradiso che noi tutti raggiungeremo allorché, dopo il risveglio dello spirito, avremo compiuta la purgazione completa del nostro corpo astrale. Sulle frontiere del Rupa Loka le illusioni non sono attratte che dal bene. Gli elementali di queste felici regioni benché ancora partecipi dei sentimenti e delle sensazioni umane, sono favorevoli agli uomini, dai quali ricevono mille pensieri buoni e sono abbastanza avanzati per sapere che ancora si incarneranno alla loro volta, sopra pianeti materiali e densi, dove scenderanno per essere gli angeli custodi ed i protettori di coloro con i quali sono ora in rapporti eterici."
Il giro esplorativo della grande metropoli è terminato ed ora Marilena conduce il suo protetto nella parte alta della città dove vive un personaggio che li attende. Questi, molti anni fa in terra, era conosciuto col nome di Guido Morante da Pisa. Si trova ancora in Kama Loca perché è necessario che vi trascorra in una vita assai simile alla vita incorporata, quel lasso di tempo che avrebbe trascorso sulla terra se non avesse troncato prematuramente il suo ciclo terreno. Non fu perversione la sua, ma solo curiosità di investigare il piano astrale inferiore. Riuscì nel suo intento ma facendo violenza sui suoi corpi sottili mediante l'impiego di narcotici. Il risultato fu che perverse entità del basso astrale s'impossessarono del suo corpo fisico. Per rientrare in esso egli dovette sostenere terrificanti lotte titaniche, il cui ricordo, ancora adesso, gli crea un angoscia mortale.
Ora egli gode della compagnia di amici benevoli che lo circondano con il loro affetto e la vita non gli è penosa perché il suo errore non fu dettato da malvagità, ma fu la conseguenza di una naturale curiosità e imprudenza.

Note:
8. Il termine indù rupa vuol dire forma, figura, corpo. Il rupa Loka è costituito dai quattro sottopiani più bassi del mentale ( mentale inferiore o mentale concreto), nei quali il pensiero crea delle forme che hanno contorni e forme ben definiti. I Deva Rupa, o Angeli della forma, sono Angeli minori, ( C.Jianarajadasa).
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