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L'UOMO E L'ALDILÀ


LA VITA NELLE SFERE ASTRALI

di Carlo Splendore
per Edicolaweb

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I SUICIDI »
IL RIMORSO »
L'ESTERIORE QUI CORRISPONDE ESATTAMENTE ALL'INTERIORE »
COME PREVEDERE LA PROPRIA DESTINAZIONE IN ASTRALE »
IL RISVEGLIO »
LA SECONDA SFERA »
LA TERZA SFERA »
UNA GRANDE ACCADEMIA D'ARTE »
LA LEGGE DEL KARMA E I RAPPORTI TRA GLI UOMINI »
COME CORREGGERE UN ERRORE »

LUCI E SUONI
Dopo il trapasso, il Monsignore Benson si viene a trovare in un mondo le cui caratteristiche fanno pensare a quelle del 3° livello astrale, secondo la classificazione del Richelieu, o a quelle del 1° Cielo, secondo la suddivisione adottata da C.R. Payeur. Dalla sua guida, un suo confratello trapassato anni prima, viene accompagnato nella sua nuova casa, che si presenta come la bella copia della sua dimora terrena. I giardini attorno ad essa sono sistemati con tanta cura da apparire perfetti, senza piante selvatiche e con profusione di fiori stupendi, alcuni dei quali in piena fioritura, come in terra egli non aveva mai visto l'eguale.
Ma un fenomeno del tutto nuovo e che aveva del fantastico attrasse la sua attenzione: "C'era un altro elemento straordinario di cui mi resi conto quando mi avvicinai ai fiori: era la musica che li avvolgeva e che creava armonie straordinarie tali da corrispondere ai loro splendidi colori". In altri termini i fiori non solo erano colorati con splendide tinte vivaci, ma erano anche centri di emissione di onde sonore, tra loro in armonia e in accordo con gli stessi colori, così da dar luogo ad una soffusa sinfonia che si diffondeva tutta all'intorno.
Superata la fase del letargo (o dormiveglia) ristoratore, l'autore, sempre in compagnia della sua guida, intraprende il suo viaggio esplorativo della regione astrale sulla quale è appena "nato". Davanti a lui la campagna si stende in una prospettiva apparentemente infinita. In un'altra direzione appare ai suoi occhi una città dai solidi edifici "e la cosa non mi meravigliò - annota l'autore - perché ogni persona qui non possiede uniformità di gusti e, come accade sulla terra, molti preferiscono la città alla campagna, o viceversa".
Uno di quegli edifici che aveva intravisto da lontano, era una sorta di accademia di musica, in cui venivano effettuati l'insegnamento, la pratica e la promozione di ogni attività musicale.
"Sul retro del palazzo c'era un grande anfiteatro per i concerti, simile ad una grande coppa che scendeva sotto il livello del terreno... Le sedie che si trovavano più lontane dai musicisti erano esattamente al livello del terreno e, immediatamente intorno a questa più esterna fila di sedie, erano disposti fiori delle più diverse qualità.
Di lì a poco avrebbe avuto inizio un concerto ed Edwin, la guida, suggerì di prendere posto non sulle sedie del teatro, ma in una posizione più lontana, ad una certa distanza: e questo, disse, per un motivo che egli avrebbe capito più tardi. Dopo poco tutto l'anfiteatro fu pieno di gente e molte persone avevano preso posto più lontano, sull'erba. Con sua grande sorpresa si accorse che tutte quelle persone erano affluite quasi contemporaneamente, mentre poco prima non c'era nessuno. Sembrava che quella grande folla si fosse adunata in quel luogo come per magia. Alla domanda su come ciò fosse possibile, la guida rispose che gli organizzatori avevano semplicemente inviato il loro pensiero a quelle persone che essi sapevano interessate all'esecuzione in programma ed esse si erano immediatamente radunate. Era questo un esempio di come in quella regione fosse possibile trasmettere messaggi da una mente all'altra, senza intermediari. Tuttavia ciò è possibile purché si stabilisca una sintonia tra trasmittente e ricevente. Se l'autore avesse mostrato interesse e desiderio di ascoltare questo conserto, avrebbe potuto stabilire il collegamento e sarebbe stato raggiunto dal messaggio, indipendentemente da dove esso fosse stato trasmesso.
Da quel luogo dove avevano preso posto, non era possibile scorgere l'orchestra. Questa era composta da circa 200 musicisti, che suonavano tutti strumenti ben noti sulla terra. A questo punto uno straordinario fenomeno appare ai suoi occhi: nell'istante in cui cominciò ad udirsi la musica, una luce brillante sembrò sorgere dal posto dell'orchestra fino a galleggiare, come una superficie piana, a livello dell'ultima fila di sedie, e là rimase come un'iridescente copertura dell'intero anfiteatro. Man mano che la musica cresceva, questa forma di luce aumentò d'intensità, dando vita a ciò che si rivelò essere una necessaria preparazione per quel che sarebbe seguito... Ad un certo punto, ad un'uguale distanza l'una dall'altra, lungo la circonferenza del teatro, quattro colonne di luce esplosero verso il cielo; la loro forma era quella di lunghi affusolati pinnacoli di una straordinaria luminosità. Rimasero immobili per un momento, per poi abbassarsi lentamente, aumentando contemporaneamente la loro circonferenza, fino ad assumere l'apparenza esterna di quattro colonne circolari, ciascuna delle quali era sormontata da una cupola perfettamente proporzionata.
Nel frattempo, l'area centrale di luce era ancor più cresciuta d'intensità e cominciava a sollevarsi lentamente come un'intensa cupola che copriva tutto l'anfiteatro. Essa continuò a crescere costantemente, finché sembrò raggiungere un'altezza molto più grande di quella delle quattro torri; nel contempo, i colori più delicati si diffondevano su tutta quell'eterica struttura."
Ora finalmente egli capisce perché la guida gli aveva suggerito di sedersi fuori dall'anfiteatro. Inoltre, ora gli riusciva anche chiaro il motivo per cui i compositori erano indotti a modificare le loro opere terrene, una volta giunti nel mondo astrale. L'autore continua così la descrizione di quel grandioso fenomeno al quale stava assistendo:
"La musica che s'innalzava dagli orchestrali stava creando sopra le loro teste questa grandiosa forma-pensiero musicale il cui aspetto e la cui perfezione dipendevano completamente dalla purezza dei suoni, dall'armonia e dalla mancanza di dissonanze. Per produrre una forma pura, anche la forma della musica doveva essere pura...
La grande forma-pensiero musicale era arrivata ad assumere ciò che apparve essere la sua massima altezza e rimase immobile. La musica continuò ed in risposta ad essa l'intera colorazione delle cupole variava prima con una sfumatura, poi con un'altra; e molte volte appariva un delicato insieme di diverse tonalità di colore in sintonia col tema musicale di quel momento.
È difficile dare un'idea adeguata della bellezza di questa meravigliosa struttura musicale. Poiché l'anfiteatro era costruito al di sotto della superficie del terreno, nulla di questa costruzione era visibile all'auditorio o ai musicisti e la cupola di luce e colore aveva tutta l'apparenza di posarsi sullo stesso solido terreno su cui noi ci trovavamo.
Il musicista esperto può suonare le sue composizioni conoscendo quali forme i vari suoni, armoniosi e melodici, sapranno produrre. Egli può in effetti costruire magnifici edifici sul suo manoscritto musicale, conoscendo esattamente quale risultato si produrrà quando la musica sarà suonata o la melodia sarà cantata. Con un'attenta correzione dei suoi temi e delle sue arie, della lunghezza dell'opera e delle sue varie espressioni musicali, egli può costruire una forma maestosa come una cattedrale gotica."
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