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L'UOMO E L'ALDILÀ


LA VITA NELLE SFERE ASTRALI
di Carlo Splendore per Edicolaweb
parti precedenti:

LA PRIMA SFERA »
I SUICIDI »
IL RIMORSO
Nei più bassi piani dell'astrale, situata là dove l'uomo trapassa dopo la morte, ha luogo una condizione intermedia di purificazione (purgatorio) in cui gli errori commessi sulla terra vengono corretti mediante un processo penoso di ravvedimento. È una regione in cui l'uomo è purgato dalle più basse passioni che lo terrebbero legato, per un tempo indefinito, al desiderio di riavere il proprio strumento fisico e, per mezzo di questo, assecondare la sua natura inferiore. È uno stato di coscienza in cui l'uomo prova su di sé quelle stesse sofferenze che altri subirono per causa sua durante la vita sulla terra. A seguito di questi patimenti e del tormento del rimorso (simboleggiato dal fuoco purificatore) egli impara l'importanza della rettitudine, della giustizia, della tolleranza, ecc.
È la legge dell'evoluzione che lo spinge ad attraversare e a superare queste prove, affinché possa ascendere in regioni più alte. In questo doloroso processo di espiazione egli non è solo, ma è confortato e assistito da spiriti missionari, i quali scendono solleciti dalle sfere più alte, in risposta alla sua richiesta di aiuto.
La funzione del purgatorio consiste nell'indurci a cambiare la prospettiva nei confronti delle nostre azioni che noi stessi siamo in grado di giudicare essendo oggettivate dinanzi a noi. Raggiunto il ravvedimento, le nostre esperienze in purgatorio volgono al termine. Esistono leggi di natura valide anche per il mondo dello spirito. Queste leggi sono l'espressione della volontà divina e, in assenza di esse, noi ci troveremmo nel caos.

"Tuttavia è necessario precisare che tutti quelli che vivono ancora sulla terra possono abbreviare queste sofferenze."
"La Chiesa lo sapeva e conformò la sua Messa tanto ai vivi quanto ai morti."
"Così il prete, durante la Messa, manda verso le regioni inferiori del piano astrale, corrispondenti al purgatorio, una potente energia cristica che tocca i defunti e attiva il processo di purificazione. Si stabilisce così una vera comunicazione tra il celebrante e i defunti."
"Il prete percepirà questi esseri in rapporto alla sua sensibilità; li sentirà vicinissimi e potrà dialogare con loro."
"Far dire le Messe per un defunto non è inutile, anzi diventa estremamente salutare per lui."
"Allo stesso modo un laico può ugualmente confortare il defunto nella sua fase purgatoriale, anche se in modo minore, con alcune preghiere recitate più con il cuore che con la mente." (4)

Note:
4. Estratto da: "La Luce oltre la soglia" di Charles R.Payeur pag. 54.
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