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L'UOMO E L'ALDILÀ


LA VITA NELLE SFERE ASTRALI

di Carlo Splendore
per Edicolaweb

[Angelo guaritore - 37K .jpg] [Miracolo della nascita - 37K .jpg] [Angelo rosa - 44K .jpg] [Devi kundalini - 40K .jpg] [Spirito di un albero - 35K .jpg] [Angelo della musica - 42K .jpg]
 

In effetti in mezzo a noi vivono, in un numero incalcolabile ed invisibili ai più, i disincarnati che si trattengono sul nostro pianeta in attesa di raggiungere la loro definitiva destinazione nelle superiori sfere del mondo astrale.

LA PRIMA SFERA
Sulla prima sfera del mondo astrale, la quale non è altro che la controparte astrale del piano fisico sul quale viviamo, sostano quegli esseri umani disincarnati i quali sono ancora attratti dal mondo nel quale vissero.
Di solito non hanno fissa dimora, di qui la denominazione di "anime erranti". Si possono aggirare nei pressi dei luoghi che li videro in vita, oppure vagare da un luogo all'altro, presi dal desiderio di fare nuove esperienze nelle nuove condizioni di esistenza e di conoscere paesi lontani.
Alcuni preferiscono condurre un'esistenza solitaria, altri sono associati in gruppi, secondo la legge di affinità, altri ancora possono cercare la compagnia degli umani incarnati. Ciò può avvenire per il desiderio di essere ancora presenti in mezzo ai propri cari, oppure per il bisogno di soddisfare sensazioni e bramosie mediante il corpo astrale degli incarnati.
È così che, per esempio, una madre di famiglia resterà accanto ai suoi bambini per proteggerli e guidarli fino a quando non saranno in grado di badare a se stessi.
Allo stesso modo, ma per altro motivo, l'alcolizzato, una volta privato del suo corpo fisico, resterà attratto dai luoghi che frequentava e cercherà di impossessarsi dell'astrale di coloro che praticano bettole ed osterie, onde tentare di riprovare quelle sensazioni che gli procurava l'alcool.
Da un certo punto di vista la popolazione terrestre potrebbe essere distinta in una popolazione permanente di esseri umani incarnati ed in una popolazione temporanea, assai più numerosa, di esseri disincarnati. Questi ultimi si possono trattenere sul piano fisico poche ore o molti anni, a seconda del loro grado di attaccamento ai luoghi e/o alle persone. È un periodo di transizione che dura finché il trapassato non sente il bisogno di rispondere alla chiamata dei mondi superiori.
Noi non siamo sempre consapevoli della loro presenza, ma solo perché non prestiamo sufficiente attenzione ai mille segni che ci giungono dal mondo parallelo nel quale siamo immersi.
Le onde mentali e quelle psichiche sono i veicoli attraverso i quali siamo costantemente in comunicazione, anche in modo inconscio, sia con i nostri simili incarnati, sia con quanti ci hanno preceduto. Se stessimo un po' più attenti al modo con cui sorgono in noi improvvisi pensieri e/o inaspettati sentimenti, saremmo in grado di dare la giusta interpretazione a certi impercettibili segni: essi sono veri e propri messaggi che spesso risolvono angosciosi problemi e situazioni difficili in merito alla salute, al lavoro, agli affetti, ecc.

Padre François Brune, nel suo libro: "I morti ci parlano" riporta un episodio al quale ritengo opportuno accennare perché assai significativo in rapporto a quanto ho appena affermato. Georges Morranier era un giovane insegnante di fisica alla facoltà di scienze il quale, all'età di 29 anni, nel settembre del 1973, si tolse la vita. Aveva intrapreso un cammino di vita interiore, che lo aveva portato a praticare lo yoga reale, senza una guida e senza un'adeguata conoscenza della tecnica. A seguito di ciò dapprima fu preso da indifferenza per la vita, poi finì col cadere, a poco a poco, in uno stato di profonda depressione: in breve, si aggravò a tal punto da restare vittima della sua mania suicida.
Con quel gesto, dovuto unicamente alla sua follia, egli abbreviò la vita del suo corpo fisico, ma non fu così per il suo corpo animico, la cui carica vitale residua lo mantenne legato alla terra per tutto il tempo previsto dal programma di vita che il suo ego aveva accettato al momento della nascita.
Infatti, tramite la medianità di sua madre, egli ci comunica le sue prime esperienze dopo il trapasso, che sono quelle di un abitante invisibile del pianeta Terra. Inoltre traccia lo schema evolutivo del mondo animico, che si articolerebbe in sette livelli (o sfere), confermando in ciò quanto abbiamo già visto per altra via. La settima sfera sarebbe riservata a coloro che in vita si dedicarono a Dio: i religiosi, gli asceti, i mistici di tutte le religioni. Già dalla quinta sfera si beneficherebbe dell'insegnamento delle guide superiori. Subito dopo il trapasso, egli trasmette alla madre le sue prime impressioni e le inevitabili difficoltà inerenti alla necessità di doversi muovere con un corpo animico invisibile in un mondo fatto di materia fisica densa. Egli descrive così queste sue prime esperienze:
"Prima di tutto bisogna imparare a tenersi in piedi, poi a camminare, come i neonati sulla terra. All'inizio facciamo dei salti, come in assenza di gravità, come gli astronauti sulla Luna... e poi impariamo a sederci sulle vostre sedie, perché noi non ne abbiamo. E qui c'è veramente da ridere perché, come puoi ben immaginare, cadiamo per terra. Tutto quest'apprendistato si compie in poco tempo, soprattutto quando si è neofiti intelligenti".
Più avanti ribadisce il concetto di essere rimasto a condividere con gli umani incarnati, la vita sulla Terra.
"Vorrei spiegarti ciò che molti terrestri non capiscono, vale a dire che noi viviamo con voi... Viviamo nei vostri appartamenti e nelle vostre case, ci stendiamo sui vostri letti quando ne abbiamo voglia e quando voi non ci state... ci sediamo sulle vostre poltrone e sulle vostre sedie, e intratteniamo gioiosi conciliaboli soprattutto mentre dormite, un momento che ci lascia piena libertà di azione... vi ascoltiamo mentre discutete, vi guardiamo vivere con gioia distaccata... vi aiutiamo con la forza del pensiero, a volte con un intervento, non percepito da parte vostra, ma efficace. È il nostro compito, ma è anche una vera gioia..." (1)
Questo messaggio si presta ad alcune considerazioni. È vero che trattasi di suicidio ma, a differenza dei casi che vedremo in seguito, qui ci troviamo di fronte al caso tipico di un soggetto che è del tutto irresponsabile, affetto da mania suicida e quindi non più nel pieno possesso delle sue facoltà mentali.
Ciononostante un equilibrio è stato spezzato e la Legge cosmica dell'Armonia esige che l'equilibrio sia ristabilito. È per questo motivo che il trapassato compie la sua prima evoluzione sul piano fisico, sul quale sarebbe dovuto restare a vivere col suo corpo fisico chissà quanti anni ancora, ma non in sofferenza, bensì con il compito gioioso di portare aiuto ai fratelli incarnati, con i quali egli divide la vita d'ogni giorno e di ogni notte. Del resto, nello stesso messaggio, Georges ci fa sapere che si tratta di un percorso reciproco, perché anch'egli riceve aiuto dai viventi:
"Le persone... che ci aiutano... ci parlano esattamente come se fossimo ancora sulla terra. Le sentiamo perché hanno delle voci del tutto udibili e, del resto, constatiamo presto che anche noi abbiamo una voce".
Quando si parla di "sfera astrale", non si deve pensare ad una sorta di pianeta fluidico in cui la vita si svolge in modo omogeneo con le stesse caratteristiche in ogni suo luogo. È in realtà uno stato di coscienza le cui caratteristiche animiche possono variare da un sito ad un altro e spesso anche con notevoli varianti. È un po' quanto avviene nelle grandi città della terra in cui, oltre ai quartieri signorili, sono presenti le zone popolari o, addirittura, rioni malfamati dove prospera la malavita.
Il cosiddetto "basso astrale", o Kama Loka, è appunto una suddivisione della prima sfera che si distingue per il fatto che comprende quello stato intermedio attribuito da tutte le grandi religioni al purgatorio, dove l'uomo, dopo il trapasso, dimora temporaneamente, nell'attesa di raggiungere il suo "Cielo". È una vasta regione che si può pensare delimitata da un confine superiore, che è quello rappresentato dalla controparte astrale del piano fisico, e da uno inferiore, dal quale si accede all'Erebo, o Inferno.

Note:
1. Estratto da: "I morti ci parlano" di F.Brune, pag. 130-153.
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